TARQUINIA AL BALLOTTAGGIO / Tarquinia

Intervista a Francesco Sposetti: "Metterò subito mano alla viabilità, con la riapertura dell'anello e nuovi orari della ztl"

A pochi giorni dal ritorno alle urne per l'elezione del nuovo sindaco di Tarquinia, intervista al candidato del centrosinistra sul presente e futuro della città: "Dialogo, ascolto, condivisione e sintesi le mie parole chiave"

Giorni importanti per Tarquinia e il suo futuro. Domenica 23 e lunedì 24 giugno, i cittadini sono chiamati alla scelta del futuro sindaco. Turno di ballottaggio che vedrà contrapporsi i più votati della tornata scorsa, Francesco Sposetti che si è attestato al 41,76% delle preferenze e l'uscente Alessandro Giulivi al 25,40%. Nel rush finale che ci conduce alle urne, ViterboToday ha raggiunto Francesco Sposetti, candidato del centrosinistra sostenuto da quattro liste: Partito democratico, Movimento 5 stelle, Alleanza verdi e sinistra e dalla civica “Francesco Sposetti sindaco”.

Pochi giorni al verdetto finale, cosa si aspetta dalle urne?
"Mi aspetto che possa confermare l'ottimo risultato ottenuto al primo turno e, se possibile, aumentare il consenso verso la mia figura e quella della coalizione che mi ha sostenuto. Sono stati mesi entusiasmanti. Ho condotto una campagna elettorale in cui mi sono confrontato con associazioni, imprenditori, commercianti, agricoltori, artigiani e centinaia di persone attraverso incontri tematici, iniziative, gazebo e volantinaggio, cogliendo la forte voglia di cambiamento che ci è arrivata dalla comunità tarquiniese".

Quali sono gli interventi che ritiene urgenti per la città?
"Nell’immediato i primi provvedimenti riguarderanno la viabilità: nel centro storico riapriremo l’anello e rimoduleremo gli orari della Ztl per l’estate, per poi ripensare il piano generale della mobilità. Elimineremo i posteggi blu alla stazione ferroviaria e al Lido la sosta si pagherà fino alle 21 e non più sino alle 22. Per l’estate tarquiniese subito una stagione teatrale al chiostro San Marco, spazi attrezzati per spettacoli e intrattenimento e l’immediata calendarizzazione e promozione degli eventi a Tarquinia e al Lido. Volgendo lo sguardo ai prossimi anni, per i lavori pubblici, la priorità è un nuovo cimitero comunale. Poi, pur prestando attenzione a progetti realistici ed ecosostenibili di un porticciolo turistico, è indispensabile quanto prima realizzare una rampa di alaggio per le piccole imbarcazioni. Per lo sport, occorrono nuovi impianti tra cui in palazzetto dello sport. Per il decoro urbano è fondamentale rivedere il servizio di raccolta dei rifiuti, alla luce delle gravi inefficienze che presenta quello attuale".

Quali sono le parole chiave del suo programma politico?
"Dialogo, ascolto, condivisione e sintesi. Per cinque anni l'amministrazione uscente non ha voluto aprirsi al confronto, imponendo decisioni e scelte senza mai ascoltare quelle che erano le istanze dei cittadini tarquiniesi. Mi sono presentato con la frase “La voce di tutti”, perché il sindaco deve rappresentare un’intera comunità ed essere poi in grado di fare sintesi sugli argomenti, con il solo fine di fare il bene della collettività".

Sul tema provincia Porta d'Italia, come si pone sulla vicenda?
"È un’ipotesi che va analizzata con molta attenzione, valutando gli aspetti negativi e quelli positivi. Si andrebbero ad attivare dinamiche economiche, sociali e culturali complesse che richiedono il coinvolgimento dei cittadini e del consiglio comunale. Da una parte c’è una continuità territoriale e amministrativa che va da Fiumicino a Civitavecchia in cui si concentrano infrastrutture di livello internazionale come il porto e lo scalo “Leonardo da Vinci”, dall’altra ci sono Tarquinia e altri piccoli comuni che dovrebbero definire il loro ruolo all’interno della nuova provincia senza essere “schiacciati” da città molto più grandi".

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