Domenica, 14 Luglio 2024
Politica

“Fresco Lazio”, dalla regione 3 milioni di euro per incoraggiare il consumo di latte fresco

Fino a 5mila euro a fondo perduto per ogni attività, dalla gelateria al supermercato, che acquisterà latte fresco "Made in Lazio"

Tre milioni di euro a fondo perduto per incoraggiare le attività commerciali a puntare sul latte fresco prodotto nel Lazio. È questa la misura pensata dalla regione con l’obiettivo dichiarato di “sostenere il costo degli allevatori”.

Chi beneficia dei ristori

Il provvedimento, a breve tradotto in un bando pubblico, mira a fornire un contributo economico a piccole medie e grandi attività commerciali. Ne potranno quindi beneficiare i bar, le gelaterie, le pasticcerie, ma anche gli alberghi, le mense, i ristoranti e, in misura più contingentata, anche realtà della grande distribuzione. Ma il grosso dello stanziamento, due milioni su tre, viene riservato a quelle attività che non siano ipermercati, supermercati e discount alimentari. 

Lo stanziamento consente di restituire la metà della spesa effettuata per l’acquisto di latte fresco vaccino che sia prodotto, lavorato e trasformato nel Lazio. L’importo concedibile varia da un minimo di 500 euro fino ad un massimo di cinquemila. Il prezzo del latte fresco laziale, che da un’indagine di mercato cui ha fatto riferimento la regione, è stimato intorno ad un euro e 40 centesimi. Le realtà che ne faranno richiesta, per ogni litro venduto, potranno così ricevere un ristoro di 70 centesimi.

L'assessore della regione Lazio, Giancarlo Righini

“Sono felice di aver onorato un impegno che avevamo assunto con la filiera del latte. Tre milioni di euro sono una cifra importante, ma questo è un inizio che intendiamo proseguire anche in futuro. Non è un impegno spot – ha dichiarato Giancarlo Righini, assessore regionale al bilancio ed all’agricoltura – Nelle prossime ore attiveremo una campagna di comunicazione per il latte Fresco e per sostenere la produzione di questa eccellenza del Lazio”. 

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La crisi del settore

La produzione del latte, nel Lazio, continua a pagare le conseguenze di una lunga crisi che non si è esaurita con il Covid. La successiva impennata dei costi energetici, legata alla guerra in Ucraina, ha infatti impedito ad un intero comparto di risollevarsi e quindi di riprendere i livelli pre-pandemici. Nelle intenzioni dell’amministrazione il bando, su cui verrà convocata una riunione operativa il prossimo 8 febbraio, dovrà essere “un accordo di filiera, un patto tra gentiluomini in cui ciascuno deve vedere ripagato il proprio impegno”.

Nel puntare l’indice contro “la disinformazione” a causa della quale s’insinua il dubbio che “qualcosa di naturale possa nuocere alla salute” l’assessore ha ribadito l’intenzione di contrastare “gli attacchi al vino” come anche le esaltazioni del “cibo sintetico”. Sono “una autentica assurdità scientifica” ha commentato Righini, ad un appuntamento a cui hanno preso parte diverse realtà del settore, tra cui Centrale del Latte, Cia, Confagricultura, Confesercenti, Cna, Gros e Conad. A loro, ha promesso di voler “continuare a sostenere con fermezza i prodotti dell'agricoltura contro una lobby internazionale che cerca di affossarla”.

Il bando regionale, che sarà pubblicato dopo la riunione dell’8 febbraio, sarà “a sportello”. Significa che le domande pervenute regolarmente e ritenute ammissibili saranno valutate e liquidate fino alla concorrenza del plafond economico. Le domande stesse dovranno essere inoltrate su piattaforma online con accesso tramite Spid predisposta da LazioCrea spa.

Conferenza stampa Fresco Lazio


 

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