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Mercoledì, 12 Giugno 2024
CENA DEI VELENI

"Dipendenti del comune da buttare", Frontini non indietreggia. I sindacati: "Pronti ad assistere chi si sente diffamato"

La sindaca in consiglio comunale: "Sappiamo tutti che nella pubblica amministrazione c'è una quota di dipendenti non performante". La Cisl Fp: "Non ha alcun rispetto per i lavoratori, la maggioranza prenda le distanze". Il Pd: "Piuttosto calcoli quanti suoi assessori sono performanti"

Cena dei veleni: la sindaca Chiara Frontini non indietreggia sulle affermazioni sui dipendenti del Comune che durante la serata a casa Bruzziches, che le è costata una richiesta di rinvio a processo per minacce a corpo politico insieme al marito Fabio Cavini, avrebbe definito come "materiale umano da buttare per il 50%".

Rispondendo nel consiglio comunale di ieri a una sollecitazione del consigliere della Lega Andrea Micci, la prima cittadina ha detto: "Lo sappiamo tutti che nella pubblica amministrazione c'è una quota di dipendenti che non è performante. Chi si offende per quelle parole è perché, probabilmente, sa di rientrare in quel 50%. Le mie energie devono essere dedicata a valorizzare quel 50% che regge in piedi le gambe dell'ente, non a ritrattare frasi dette in una cena privata in cui ritenevo di poter parlare anche fuori dalle righe".

In merito a queste dichiarazioni sono intervenuti anche i sindacati, che si erano già espressi sul tema, in particolare la Cisl Fp: "Frontini ha ribadito il suo pensiero aggravando le accuse, pronti ad assistere i dipendenti che si sentono diffamati".

Nel suo intervento la prima cittadina ha esordito: "Intanto non sono dichiarazioni della sindaca, che sono quelle che sto facendo intenzionalmente nell'aula consigliare nella mia veste ufficiale. Si tratta di uno sfogo, di una confessione a cuore aperto in una casa privata e in un contesto in cui credevo di poter parlare anche fuori dalle righe".

"Non sono un'ipocrita - ha proseguito -. Non lo sono mai stata, mai lo sarò e questo ruolo non mi cambierà di un millimetro. Ritengo che bisogna uscire dall'ipocrisia generale che ha innescato questo questo tema: che nella pubblica amministrazione ci sia una quota di dipendenti che non sono performanti, lo sappiamo tutti. Questa è un'ipocrisia che va sciolta, forse non è stata sciolta nel modo e con le parole migliori. Sfido chiunque ha avuto un ruolo qui dentro a non aver detto, almeno una volta, dopo aver sentito che la pratica sta sul tavolo di tizio, "Allora stamo freschi"".

Secondo Frontini, "ciò che politica, dirigenti e sindacati devono decidere è se tutelare il 50% di quelli che lavorano. Quel 50% sulle cui spalle si regge tutto l'impianto dell'amministrazione. Un 50% fatto di sacrificio, di professionalità, di senso di appartenenza, di identità all'amministrazione. Quello è il 50% che politica, sindacati, meritocrazia, sistema di valutazione deve tutelare. Nelle valutazione c'è gente che è accumunata da uno, due punti di differenza con persone che, forse, fanno un terzo del loro lavoro. Questo non è svilire il merito? Abbiamo fasce di valutazione che vanno da zero a cento, come tutti gli enti. Andiamo a vedere la percentuale di chi sta da 95 in su. Possiamo dire che non possiamo fare meglio di così? Vale per la parte politica dell'amministrazione e per i dipendenti". 

"Ho la presunzione di credere - prosegue Frontini - che chi si offende per quelle parole è perché probabilmente sa di rientrare in quel 50%. Non si offende nessuno che sa di lavorare e sta in pace con la propria coscienza, che si sente tranquillo di far parte di quell'altro 50% e credo anche che ritenga giusto che qualcuno che crede nel merito lo abbia detto. Amministratori, dirigenti e sindacati dovrebbero essere d'accordo con una valutazione del merito del personale che lavora per l'ente".

E ancora: "Le mie energie e quelle della giunta non si devono concentrare sul ritrattare ciò che uno può aver detto in un momento di sfogo in una cena nel quale ci si lamentava che andavamo troppo lenti. Non è una questione di volontà ma di possibilità, perché quelle che sono le priorità delle amministrazioni le portiamo avanti con i tempi necessari per fare le cose fatte bene, perché le risorse umane a disposizione sono queste. Questa è la verità dei fatti. Quindi io non mi sento di aver offeso nessuno che compia con diligenza e con responsabilità il proprio lavoro". 

"Poi - continua ancora Frontini - possiamo giocare sulle percentuali. Possono essere il 30, 40, 50%, magari pure il 70. Non è la percentuale, è che sicuramente qualcuno che non rispetta la dignità del proprio lavoro esiste in questa pubblica amministrazione, come esiste in tutte le pubbliche amministrazioni. E questo ce lo dobbiamo dire se vogliamo essere onesti con noi stessi, sennò siamo ipocriti e continuiamo a perpetrare un sistema per cui, siccome si è sempre fatto così, perché è scomodo shakerare, allora ci accomodiamo. Ma noi non siamo qui per accomodarci".

Frontini ne ha anche per il consigliere comunale Andrea Micci, della Lega. "Tra l'altro a me stride che lei, che rappresenta il partito che fino all'altro ieri era "Roma ladrona e il Veneto produttivo", mi venga a fare questa obiezione. Va bene due pesi e due misure sempre su tutto, ma c'è anche una coerenza di visione e di narrativa politica".

"Ritengo - conclude la sindaca - che le mie energie e della giunta si debbano concentrare nel valorizzare le capacità di chi risponde alle direttive che vengono imposte dai dirigenti, di chi getta il cuore oltre l'ostacolo e di chi fa il proprio lavoro in maniera diligente. Non certo a dover stare a ritrattare dei pensieri in libertà nel corso di un contesto privato. Le mie energie devono essere dedicata a valorizzare quel 50% di persone che con spirito di abnegazione e senso di appartenenza reggono in piedi le gambe di questo ente, non certo a ritrattare delle frasi dette in una cena privata nella quale ritenevo di poter parlare anche fuori dalle righe".

Le parole di Frontini non hanno convinto, prima di tutto, i sindacati, a partire dalla Cisl Fp. "Siamo letteralmente increduli dopo le parole pronunciate ieri dalla sindaca di Viterbo in consiglio comunale. Nessuna scusa nei confronti dei dipendenti denigrati dalle sue parole, anzi. Chiara Frontini ha ribadito qual è il suo pensiero, aumentando persino la percentuale dei dipendenti comunali che per lei sono "materiale umano da buttare". Mai prima d'ora avevamo ascoltato simili parole da un primo cittadino nei confronti di quei dipendenti e collaboratori che, vogliamo ricordarlo alla sindaca, sono gli stessi che quotidianamente lavorano per portare avanti il suo mandato elettorale, ovvero gli obiettivi e il programma con i quali è stata eletta. Parole che dimostrano come non abbia alcun rispetto per i lavoratori. Visto che Frontini ha ribadito che quello è il suo pensiero e la cifra del suo amministrare, come sindacato ci sentiamo inermi: non abbiamo alcuna possibilità di cambiare l'impostazione altrui. Quello che possiamo è, invece, stare al fianco dei lavoratori che vorranno intraprendere le opportune azioni contro chi li ha diffamati".

Cisl Fp aggiunge: "Ci chiediamo, infine, quale sia la posizione degli assessori e dei consiglieri di maggioranza. Anche per loro i dipendenti del Comune di Viterbo sono in gran parte da "buttare"? Perché nessuno si è guardato bene dal difenderli? Forse perché condividono l'opinione di Frontini? Sarebbe opportuno e doveroso che qualcuno di loro prendesse le distanze dalla posizione della sindaca".

C'è poi la replica del consigliere della Lega, Micci. "Ho ritenuto doveroso, nello spirito della trasparenza e della autorevolezza dell'istituzione, chiedere un chiarimento nella sede del consiglio comunale su una questione che investe la sindaca e i dipendenti  dell'ente. Anziché smentire la deprecabile e assurda generalizzazione, la sindaca ha confermato che questo è il suo pensiero. Mi sarei aspettato che si fosse scusata e avesse fatto una retromarcia su quanto detto. Invece, per l'ennesima volta, siamo qui a fare i conti con  un modo arrogante e supponente di porsi alla guida del governo cittadino, dove anziché confrontarsi con i propri limiti e le proprie carenze, si è alla costante ricerca di qualcun altro su cui scaricare i motivi dei propri fallimenti, motivo per cui, c'è da attendersi che resteranno tali anche in futuro. All'autocritica si preferisce l'oramai stantia teoria del complotto, che stavolta ha visto come protagonisti inconsapevoli i dipendenti del Comune, secondo la sindaca "poco performanti", soprattutto per dare corpo a quel libro dei sogni che, appare chiaro, si è rivelato il suo programma elettorale".

Il gruppo del Pd in consiglio comunale parla di "pezza peggiore del buco". "La pezza che ha cercato di mettere ieri la sindaca in consiglio comunale sulle sue improvvide esternazioni sul personale del comune, è stata senza dubbio peggiore del buco. Ci saremmo aspettati delle scuse e magari attenuanti circa il contesto nel quale ha pronunciato quelle infelici considerazioni sui lavoratori. Nulla di tutto questo. Anzi ha ribadito quanto affermato, avventurandosi in percentuali tra "buoni e cattivi" dedotte non si sa da quali elementi. Un vecchio e saggio detto popolare diceva: "Quando c'è qualcosa che non va, bisogna prendersela con il manico", e il manico nel nostro caso è proprio lei e la sua giunta. A tal proposito chiediamo alla sindaca se ha mai analizzato e calcolato quanti sono i suoi assessori performanti e quanti no. Se lo facesse, oggettivamente, avrebbe amare sorprese e lì sì che è totalmente sua la responsabilità, visto che se li è scelti e nominati. Forse dovrebbe iniziare proprio da lì, per verificare l'inefficienza della sua amministrazione e non scaricando responsabilità sui lavoratori ledendo la loro dignità. Esprimiamo quindi ferma condanna per le generiche, quanto infondate affermazioni ed esprimiamo la nostra vicinanza a tutti quei lavoratori che ogni giorno, con dedizione e passione, mettono al servizio dei cittadini il proprio lavoro e competenze".

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