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IL RITRATTO / Tarquinia

Giulivi, il sindaco anti-divo: dagli screzi con Scorsese e Gassmann al taglio dei pini del lido

Anticonformista, diretto e irriverente: il ritratto del sindaco di Tarquinia, un personaggio decisamente fuori dagli schemi

È riuscito a mettere d’accordo Fratelli d’Italia e il Partito comunista di Marco Rizzo, ma è stato anche in grado di rifondare e far ripartire la più antica compagnia elicotteristica italiana. Basterebbero questi due fatti per raccontare chi è Alessandro Giulivi, il sindaco anti-divo di Tarquinia. Dagli screzi con una star del cinema mondiale come Martin Scorsese a quelli con l’attore Alessandro Gassmann, passando per provvedimenti giudicati impopolari come il taglio dei pini al lido della città e all’istituzione di ztl e autovelox in un comune di 15mila abitanti. Un politico, ma ancor prima un imprenditore, che tira dritto per la sua strada seguendo la rotta.

Giulivi, a giugno, saluterà il suo mandato da sindaco di Tarquinia. Il secondo a distanza di circa 20 anni. Non è ancora chiaro se si candiderà o meno, fatto sta che ha deciso di congedarsi (forse momentaneamente) con un’uscita di scena che rispecchia appieno il suo personaggio, dando via libera al taglio dei pini al lido tarquiniese. L’azione ha riscosso pareri contrastanti, c’è chi lo ha elogiato per aver risolto il problema del dissestamento stradale causato delle radici degli alberi e chi, invece, lo ha criticato in nome dell’ambientalismo. Tra i secondi c’è, appunto, Alessandro Gassmann, che non è l’unico vip con cui Giulivi ha battibeccato. Mesi fa era stato infatti il turno di Scorsese, che voleva girare un film a Tarquinia ma si è scontrato con l’iniziale "no" del primo cittadino, il quale - carte alla mano - pretendeva che anche i divi hollywoodiani rispettassero il regolamento comunale, che non transige sulle tempistiche con cui presentare le domande. Alla fine, Giulivi ha fatto retrofront. Ma non sul taglio dei pini, su quello non si può.

Quanto alla politica, come detto non è ad oggi chiaro se Giulivi intenda ricandidarsi oppure no. A breve sarà lui stesso ad annunciare il suo futuro, anche se in questi 5 anni di mandato non sono mancate le turbolenze. A cominciare da quelle con la Lega, suo vecchio partito dal quale si è staccato non appena Salvini ha cominciato la sua parabola discendente. Pur rimanendo sulla carta senza tessera di partito, Giulivi si è avvicinato a Fratelli d’Italia e a Forza Italia, ma un apprezzamento nei suoi confronti è arrivato dalla sinistra, direttamente dai comunisti guidati da Marca Rizzo. Una figura trasversale, che riesce a mettere d’accordo il centrodestra e l’estrema sinistra. E anche con la Lega, malgrado le vecchie ruggini, potrebbe arrivare il disgelo ufficiale, così da seppellire definitivamente l’ascia di guerra.

Oltre alla politica c’è anche l’imprenditoria, con Elitaliana, la più antica compagnia elicotteristica del paese rifondata da lui e suo fratello e riportata al top del settore. In questi anni, Giulivi ha intrattenuto rapporti commerciali con diverse regioni italiane, moltissimi enti sanitari - soprattutto per il servizio di elisoccorso - e pure con i governi esteri. Il fatturato dell’azienda tocca quota 20 milioni di euro, a dimostrazione che le capacità gestionali e il fiuto per gli affari non mancano.

Uno spirito libero senza peli sulla lingua, capace di rapportarsi allo stesso modo con personalità di diversa caratura, siano essi assessori, consiglieri comunali, clienti, cittadini o star del cinema. L’indole giuliviana ha caratterizzato certamente Tarquinia, il suo paese, nel bene o nel male a seconda dei punti di vista. Di certo, la sua impronta ha portato il comune tirrenico della Tuscia agli occhi di investitori sia italiani che stranieri. Basti pensare non solo all’industria cinematografica, ma anche a quella dell’hi-tec, con il magnate cinese Alex Lin pronto a scommettere sul progetto smart-city, e agli stakeholders statali, con la Regione che ha deciso di approvare importanti progetti come la realizzazione del porto turistico.

Oltre al taglio dei pini, Giulivi in questi cinque anni è intervenuto anche e soprattutto sulla viabilità. Nuovi parcheggi, zone a traffico limitato (la più discussa quella sul lungomare), autovelox e tutor sulle strade comunali. E, a chi lo accusa di non rispettare l’ambiente, lui risponde definendosi un fervente ambientalista. È stato infatti lui tra i primi sindaci a opporsi al progetto per il deposito nucleare nella Tuscia voluto da Sogin, al consumo di terreno da parte delle multinazionali delle rinnovabili e al termovalorizzatore dell’A2A al confine con Civitavecchia. Ora, se dovesse ricandidarsi, saranno i cittadini a giudicare il suo modello di amministrazione e, c’è da scommetterci, lui avrà sempre una risposta pronta.

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