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Martedì, 20 Febbraio 2024
LE PAROLE DEL SINDACO / Tarquinia

Rifiuti, Giulivi parla di lobby: "Siamo sotto assedio, ci stanno cacciando da casa nostra e non ce ne stiamo accorgendo"

Il sindaco di Tarquinia fa l'elenco di tutti gli impianti presenti nella Tuscia e parla di assalto delle lobbies

Nel descrivere la situazione attuale per quel che riguarda il tema rifiuti, Alessandro Giulivi non usa giri di parole: “Siamo sotto assedio”. Il primo cittadino di Tarquinia, battezzato politicamente nella Lega ed ora indipendente,  si riferisce alle lobby del riciclaggio, dello stoccaggio e delle rinnovabili. Nel corso dell’assemblea dei sindaci di ieri, dalla quale è uscito un secco “no” alla nuova discarica ad Arlena, Giulivi è stato protagonista di un intervento che ha colto il favore anche di alcuni altri colleghi, su tutti Chiara Frontini e Fabio Bertolacci. 

“Siamo oggetto di un assalto - ha detto -, qualsiasi cosa viene proiettata nella provincia di Viterbo. La discarica di Monterazzano al servizio della Regione, quella che Med Sea Litter vorrebbe fare ad Arlena, la Sogin che ha individuato nella Tuscia i siti in cui stoccare i rifiuti radioattivi, l’A2A che spinge per costruire un termovalorizzatore a Tarquinia, impianti eolici nel mare, pale eoliche di 120 metri nelle aree agricole”. Per Giulivi la misura è colma: Ci stanno cacciando da casa nostra ma pare che non ce ne stiamo accorgendo”. Anche perché anche nelle province limitrofe non va meglio: “Ad un chilometro dal confine con Viterbo, a Civitavecchia, vogliono costruire un biodigestore da 120mila tonnellate”. 

Il rischio, secondo il sindaco tarquiniese, è quello di andare ad inficiare i flussi turistici: “Di questo passo non saremo più una via turistica ma una lunga strada della monnezza. Chi verrà da noi per andare in vacanza troverà camion pieni di spazzatura che andranno a scaricare”. Un rischio alto che lui non vuole correre:  “Io non mi sento di approvare qualsiasi cosa non possa portare sviluppo ma solo male, malattie e danni al turismo”. Per questo, sostiene, è il momento di battere i pugni nelle stanze dei bottoni vista la situazione per lui grave: “Chiederei assolutamente un’audizione in Regione, in commissione Ambiente e, se necessario, anche in Parlamento”. 

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