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Martedì, 28 Maggio 2024
LA CREPA

Giulio Marini contro i vertici di Forza Italia: "Non sono in vendita. Io candidato nel centrodestra, loro con il Pd"

L'intervista dopo il ritorno in consiglio comunale e le affermazioni del vicesegretario del partito Giuseppe Fraticelli: "Io messo alla porta dal nuovo coordinamento targato Romoli"

La spaccatura è servita. E su un piatto d'argento, per giunta. Forza Italia si apre in due come una cozza: una parte va dal coordinatore provinciale Alessandro Romoli, l'altra da Giulio Marini. Ex sindaco, presidente della Provincia, senatore e poi deputato, quest'ultimo è da sempre considerato il volto principale del partito nella Tuscia. È stato lui a fondare, nel '94, il primo circolo berlusconiano a Viterbo, così come è stato lui il primo sindaco di FI. Dopo l'uscita del leghista Claudio Ubertini, Marini è ritornato in consiglio comunale in quanto primo dei non eletti della lista FI-Fondazione-UdC. Tuttavia, è stato clamorosamente messo alla porta da Giuseppe Fraticelli, vicesegretario provinciale che ha detto chiaramente: "L'unico titolato a parlare a nome del partito è Elpidio Micci".

Marini, Fraticelli ha detto chiaramente che lei non è titolato a parlare a nome di Forza Italia. Cosa si sente di rispondere? 
"È corretto dire che sono stato messo alla porta (ride, ndr). Ma credo sia utile per tutti fare un passo indietro, così da capire la situazione".

Lo faccia pure.
"Dicembre 2021, cade il Comune di Viterbo per via delle dimissioni di massa dei consiglieri, mossa giustificata con l'accordo tra Forza Italia, quindi Romoli in qualità di presidente, con il Pd. A gennaio 2022 c'è una riunione al partito nazionale in cui i massimi livelli indicano la partecipazione della lista di Forza Italia nel centrodestra, in qualsiasi soluzione. A dirlo sono Maurizio Gasparri e Paolo Barelli, presenti il deputato Francesco Battistoni e tutti gli esponenti viterbesi. A quel punto si crea il problema, quello di ricostruire l'alleanza di centrodestra. Cosa abbastanza complessa. Complessità che ha portato FI a riunire le forze insieme all'UdC e a Fondazione per fare una lista. In quell'occasione, come tutti sanno, c'è stato il tracollo elettivo del partito. La caduta del Comune ha portato un consigliere e un assessore a Fratelli d'Italia, un assessore passato al Pd per Alessandra Troncarelli sindaco e due consiglieri per l'altra lista civica piddina. Rimaniamo io e Muroni, ma Paolo non ha voluto partecipare. Dunque sono solo adesso". 

E poi cos'è successo?
"Claudio ubertini si dimette, entra in gioco il primo dei non eletti, che sarei io. La lista nella quale sono stato eletto è stata avallata dai vertici nazionali di Forza Italia e dell'UdC, pure dai vertici locali di Fondazione. Avallata a caduta nazionale, regionale e provinciale. Io, ovviamente, facendo una scelta di coerenza, rappresento quella lista in consiglio comunale. Perche dovrei disconoscere UdC e Fondazione? Oltretutto questa lista si trova all'interno del centrodestra, quindi in perfetta linea coi vertici del partito e con i miei valori. Sono altri a non essere in linea con le indicazioni dei vertici…".

Chi?
"Il consigliere che oggi viene definito "l'unico titolato a parlare" (Elpidio Micci, ndr), per esempio, si è candidato contro Forza Italia e contro il centrodestra ed è stato eletto in una lista del Pd". 

Ma il coordinamento provinciale dice che lei non fa più parte di Forza Italia…
"Questa è una grandissima bugia. Io sono da sempre tesserato di Forza Italia, sin da quando esiste. È improprio che Fraticelli dica una cosa del genere, considerando che ho la tessera da 31 anni di fila e sono il più longevo. Io, allora, potrei chiedere: ma Elpidio Micci, è tesserato o no?". 

Perché si è dimesso da commissario comunale del partito prima del congresso?
"Non mi sono presentato al congresso perché non avevo fiducia del candidato in pectore, Alessandro Romoli. Non volevo alzare la mano e dare il mio supporto a lui, perché la sua posizione è indefinita". 

Che intende?
"Non si è definito quello che io volevo, lui rappresenta una posizione politica che io non volevo e non voglio. Un'ambiguità non gradita".

E qual è la posizione politica che lei gradisce?
"L'unica direzione possibile per il partito è il centrodestra. Ci sono due Forza Italia ora, e io sono in quella che vuole stare nel centrodestra". 

E gli altri?
"I valori che ho espresso per trent'anni io non li vendo. Quei signori hanno detto due anni fa che le elezioni per la Provincia sono di secondo livello, che non coinvolgevano i cittadini e quindi si potevano fare accordi con chi volevano. Io invece sono stato eletto dai cittadini e sto dove mi posizionano, ossia nel centrodestra".

Quando è rientrato in Consiglio, cosa le hanno detto gli esponenti del partito? 
"Quasi tutti mi hanno scritto per augurarmi buon lavoro, dai vertici ai militanti ai simpatizzanti. Solo uno non mi ha scritto, e credo tutti possano immaginare di chi stia parlando".

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