rotate-mobile
Martedì, 28 Maggio 2024
Politica

La destra compatta punta a sbloccare oltre 600mila condoni nel Lazio: un "affare" da 3,6 miliardi di euro

La proposta di legge di Fratelli d'Italia è stata presentata in conferenza stampa alla presenza di tutte le forze politiche di maggioranza. Ciacciarelli: "Superiamo disparità tra i cittadini"

La destra che governa la Regione Lazio si mostra compatta sulla volontà di sbloccare centinaia di migliaia di pratiche di condono edilizio ancora ferme al palo. Lo fa presentando una proposta di legge, che mira a modificare una norma del 2004, a prima firma della presidente della commissione urbanistica e politiche abitative Laura Corrotti, sostenuta anche da Lega e Forza Italia. 

La legge sblocca-condoni nel Lazio

La legge regionale 12 del 2004, successiva al provvedimento legislativo sui condoni edilizi del 2003 (Governo Berlusconi II), ha creato un paradosso. Chi ha presentato istanza di condoni, pagando anche l'acconto sulla multa, non vedendosi lavorata la pratica in tempi normali, con il sopraggiungere del provvedimento regionale - che ha istituito dei vincoli ambientali e paesaggistici - è rimasto con il cerino in mano. E magari il suo vicino o addirittura un fratello con il quale si è diviso una proprietà, ci è riuscito perché più fortunato nelle tempistiche. Per Laura Corrotti, sostenuta dall'assessore Pasquale Ciacciarelli "è un'ingiustizia sociale, una disparità di trattamento che va sanata al più presto". "La legge in questione - spiega poi la proponente -, più restrittiva della normativa statale in vigore, rendeva non sanabili le opere nelle aree soggette a vincoli comparsi successivamente alla domanda. La mia proposta di legge, rimuovendo un inciso del testo originario, intende abrogare l'esclusione dalla condonabilità delle opere realizzate anche prima della apposizione del vincolo".

Oltre 3 miliardi di euro mai incassati

D'altronde i numeri parlano chiaro. Nel Lazio ci sono 624mila istruttorie inevase su oltre 1 milione e 600mila presentate dal 1985 (anno del primo condono, firmato Bettino Craxi) al 2004. Di queste, 153mila sono quelle bloccate per il sopraggiungere di vincoli postumi alla richiesta di condono. Gli enti locali, cioè i comuni, hanno già incassato più di 400 milioni di euro dagli acconti versati dai cittadini, messi a bilancio da ogni amministrazione e quindi non restituibili. Ma c'è di più: secondo i calcoli fatti da Sogeea Spa e dal suo direttore scientifico Sandro SImoncini, docente di urbanistica a Uninettuno "si può stimare che i mancati introiti per le casse pubbliche derivanti dalle domande di condoni siano pari a circa 3,6 miliardi di euro". Nei precedenti calcoli, come anche scritto da RomaToday nei giorni scorsi, la cifra stimata era stata di 2,9 miliardi: "Ma erano calcoli fermi al 2019 - specifica Simoncini -, in vista della conferenza stampa li abbiamo rifatti. Non erano considerati una serie di interessi e more che crescono nel tempo". 

La destra si mostra compatta

Per dare forza alla proposta di legge, che apparentemente a breve seguirà il suo corso tra giunta e consiglio, nella Sala Tevere della Regione Lazio in cui si è tenuta la conferenza stampa erano presenti consiglieri e coordinatori territoriali dei vari partiti di maggioranza. Dalle consigliere Laura Cartaginese e Roberta Della Casa, rispettivamente Lega e Forza Italia al nuovo segretario romano di Fratelli d'Italia Marco Perissa, fino a quello romano della Lega Angelo Valeriani (che ha ricordato l'ultima novità firmata Matteo Salvini, cioè la volontà di portare a termine una nuova legge sul condono, cosiddetta "Salva Case") e il senatore di FdI Marco Silvestroni. Presente anche la vicepresidente della commissione urbanistica, Marika Rotondi. L'assessore Pasquale Ciacciarelli ha sottolineato l'importanza del lavoro di squadra: "A differenza di quanto accaduto nei precedenti cinque anni - esordisce - adesso c'è molto dialogo tra giunta e consiglio. Fermo restando che l’abuso si considera sanabile con riferimento alla normativa vigente al momento della presentazione della domanda, attualmente si manifestano molteplici casi di disparità tra coloro che hanno ottenuto il permesso di costruire in sanatoria essendo stata la propria domanda esaminata dall’ente comunale prima dell’opposizione del vincolo e coloro che per medesime istanze nella medesima area si trovano ad essere paralizzati da anni".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

La destra compatta punta a sbloccare oltre 600mila condoni nel Lazio: un "affare" da 3,6 miliardi di euro

ViterboToday è in caricamento