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Domenica, 23 Giugno 2024
DA PALAZZO

La maggioranza rischia lo schianto per 1200 euro, opposizione pronta al ricorso in prefettura

Confusione in consiglio comunale, con la maggioranza che traballa pericolosamente in aula per approvare un debito fuori bilancio. Poggi si astiene, l'opposizione: "Voto da annullare"

La maggioranza Frontini ha sfiorato una debacle che sarebbe potuta costare carissimo. In Consiglio comunale, ieri, per poco l’amministrazione non va a schiantarsi per riconoscere un debito fuori bilancio da poco più di 1200 euro. E, per di più, Ugo Poggi si è anche astenuto alla votazione, che però, secondo l’opposizione, è da annullare.

Riavvolgiamo il nastro. In Sala d’Ercole, ieri, i presenti in aula erano sedici più Chiara Frontini, sindaco. All’ordine del giorno c’era appunto il riconoscimento dell’irrisorio debito di bilancio, nato peraltro da una clamorosa défaillance di Frontini stessa che, dopo aver intimato tramite ordinanza ad un esercente di “intervenire a riguardo degli inconvenienti igienici in due appartamenti”, ha perso al Tar (il Comune non si è nemmeno presentato all’udienza) e ora deve pagare 1222 euro. L’opposizione, che aveva fiutato la mancanza del numero legale, decide di restare fuori dall’aula. Tutti i partiti: Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, gruppo misto e pure il Pd. Ma per il presidente d’assise Marco Ciorba il numero legale (17 presenti) c’è, vista la presenza della prima cittadina che viene dunque conteggiata. Al momento della votazione, poi, altro colpo di teatro con Ugo Poggi, capogruppo di Rinascimento, che si astiene. Il debito fuori bilancio passa con soli 16 voti favorevoli. Tutto finito? No, perché l’opposizione è di ben altro avviso.

Secondo FdI, Pd, Lega, FI e misto, Frontini non doveva essere conteggiata ai fini del numero legale. In Consiglio ci sono amministratori con una certa esperienza: Giulio Marini, che ha fatto il sindaco, Alvaro Ricci, consigliere comunale ed ex assessore, Lina Delle Monache, l’ex assessore regionale Alessandra Troncarelli e pure Letizia Chiatti, ex presidente del Consiglio. Per loro non ci sono dubbi: “Ai fini del numero del legale servono 17 consiglieri, escluso il sindaco. In aula c’erano solo 16 consiglieri. Quindi il debito fuori bilancio è passato senza il numero legale, come invece prevede il regolamento comunale. Di conseguenza la delibera è senza efficacia”. L’opposizione si appella all’articolo 47 del regolamento del Consiglio, che recita testualmente: “Per la validità delle sedute del Consiglio è necessaria, in prima convocazione, la presenza di almeno la metà più uno dei consiglieri assegnati, ed in seconda convocazione la presenza di almeno un terzo dei consiglieri assegnati, senza computare a tal fine il sindaco”. Ma ieri si trattava della prima convocazione, sostengono i partiti tradizionali: “Il numero legale non c’era, alla fine dell’articolo sta scritto chiaramente ‘senza computare a tal fine il sindaco’”. 

Capeggiati da Ricci e Marini, i più esperti, i consiglieri di minoranza sono andati a far presente le loro rimostranze alla nuova segretaria comunale, Noemi Spagna Musso, la quale non ha potuto far altro che avvertirli: “Il Consiglio è chiuso, non si può più verbalizzare”. Per invalidare la seduta, l’opposizione sta valutando un ricorso al prefetto Gennaro Capo. Di certo, ora la solidità dell’amministrazione Frontini è messa seriamente in discussione. Ieri, per la prima volta, Viterbo2020 ha rischiato di cedere. Solo Marco Ciorba, che ha preso in mano la situazione (da vedere se a ragione oppure no), è riuscito ad evitare il patatrac. E pesa anche l’astensione di Poggi, capogruppo di maggioranza. Un segnale politico di instabilità che ha fatto tornare l’opposizione completamente unita, con Pd e Forza Italia pronti a fare lo sgambettone.

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