Domenica, 14 Luglio 2024
IL RETROSCENA

Pd e Forza Italia (ma non Marini) congelano la mozione di sfiducia contro Frontini: la mossa in ottica Provincia

Il Partito democratico prende tempo, mentre il forzista Micci attende indicazioni da Romoli. Una strategia in vista dell'accordo sulla maggioranza per governare a palazzo Gentili?

La mozione di sfiducia ai danni del sindaco Frontini, su cui l’opposizione sta lavorando dalla scorsa settimana, è finita momentaneamente nel freezer. A congelarla Pd e Forza Italia, che hanno deciso di prendersi qualche giorno per decidere sul da farsi. Fratelli d’Italia, Lega e lista Rocca restano in attesa, ma la sensazione all’interno del centrodestra è che questa esitazione sia figlia di una strategia in vista dell’imminente composizione della nuova maggioranza che governerà in Provincia.

Il gruppo del Pd, guidato da Alvaro Ricci, si era inizialmente reso disponibile a elaborare la mozione a una sola condizione: al suo interno non dovevano esserci riferimenti alle questioni giudiziarie che riguardano il sindaco Frontini e suo marito Fabio Cavini, indagati per il noto caso Bruzziches. Lo stesso vale per Elpidio Micci, di Forza Italia, che però ha fatto sapere di dover aspettare il via libera dal partito prima di sottoscriverla. Il resto dell’opposizione, ossia Marco Bruzziches e Letizia Chiatti, si sono già detti disponibili a firmare. E anche Giulio Marini, rientrato in consiglio subentrando al dimissionario leghista Claudio Ubertini, ha già assicurato che la sua firma da ex sindaco sarà apposta in calce al documento assieme a quelle di Laura Allegrini, Antonella Sberna, Matteo Achilli, Pietro Amodio, Andrea Micci e Luisa Ciambella.

A conti fatti, siamo a quota nove firme. Per presentare la mozione ne servono 13, vale a dire che quelle dei quattro esponenti dem (Alvaro Ricci, Alessandra Troncarelli, Lina Delle Monache e Francesca Sanna) saranno decisive. Potrebbe anche non bastare quella di Elpidio Micci, che però si esprimerà comunque in un modo o nell’altro.

Il testo della mozione di sfiducia, al quale si sta lavorando dalla scorsa settimana, dovrebbe andare a soddisfare le esigenze di tutti i partiti, compresi Pd e Forza Italia, che però temporeggiano. Il centrodestra, Bruzziches e Chiatti si augurano che alla fine possa essere raggiunto un accordo per presentarsi a palazzo dei Priori compatti e tentare la clamorosa spallata alla maggioranza in aula, ma è possibile che il tergiversare vada avanti fino al prossimo 8 aprile, quando si insedierà il nuovo consiglio provinciale e Alessandro Romoli svelerà (forse) la composizione della sua maggioranza. Esatto, perché all’interno della nuova amministrazione provinciale potrebbero rientrare anche i frontiniani De Alexandris e Di Fusco, i quali andrebbero a comporre un’atipica maggioranza assieme a Pd e Forza Italia. Questo a meno che il presidente della Provincia non decida di formare un’alleanza con Fratelli d’Italia, scaricando i dem. A quel punto, è assai improbabile che FdI possa accettare una maggioranza con al suo interno anche i due consiglieri del Patto civico.

Se la scelta del Pd dipenderà esclusivamente dal volere della segreteria provinciale, quella di Forza Italia potrebbe essere influenzata da Giulio Marini. Fondatore del partito nel Viterbese, l’ex primo cittadino non è attualmente entrato nel gruppo consiliare, rimanendo nel misto, ma conserva un indubbio seguito all’interno del partito. Pertanto, una sua presa di posizione nettamente a favore della sfiducia potrebbe indurre FI a sposare la linea.

Di certo, qualora Pd e FI non dovessero firmare la mozione si tratterebbe di un fatto inusuale, visto che in genere tutta l’opposizione presenta unitariamente questo tipo di documenti. Ieri pomeriggio non era ancora arrivata una risposta al centrodestra, che attende insieme a Chiatti e Bruzziches di portare in consiglio la sfiducia. Nel giro di pochi giorni, la questione si dipanerà con tutte le conseguenze del caso.

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