ELEZIONI EUROPEE

Quelli che non ti aspetti: nella Tuscia voti anche per Vauro, Bandecchi, Palamara e il capitano Ultimo

I viterbesi che hanno scelto di dare la loro preferenza alle cosiddette "liste minori" o "alternative": ecco come è andata

Elezioni europee: tra i due poli, centrodestra e centrosinistra, c'erano alcune liste minori o alternative che si sono presentate nella circoscrizione Centro Italia. Partiti o movimenti che ambivano a intercettare il voto di protesta ma che, invece, non sono riusciti a superare la soglia di sbarramento per entrare nell’Europarlamento. A Viterbo, però, qualche sorpresa c’è stata.

Nella Tuscia, la lista “alternativa” che ha riscosso maggior successo è sicuramente quella di “Pace, terra e dignità”, il movimento di Michele Santoro. Nella provincia, sono stati 2mila 880 i viterbesi che hanno voluto votarla, per un totale del 2,21%. Per un soffio, "Pace, terra e dignità" non ha superato Azione, fermatasi al 2,28%. Poco più di cento voti di distacco. È senz’altro questa la sopresa delle europee nel Viterbese. Quanto a preferenze, l’ex giornalista di Rai e La7 ne ha incassate 931. Ma qualcuno ha anche votato Vauro Senesi, il vignettista noto per le sue posizioni a sinistra. Lui, di preferenze, ne ha prese 75. Chi l’avrebbe mai detto, in una provincia in cui FdI ha superato abbondantemente il 42%.

Palamara-Bandecchi-Vauro-2

Molto più staccata rispetto a quella di Santoro c’è la lista - o meglio, il listone - “Libertà”, di Cateno De Luca, ex sindaco di Messina. 996 elettori viterbesi hanno riposto fiducia nel grande raggruppamento che includeva la bellezza di 17 simboli in uno per un totale dello 0,77%. Poca roba, pochissima, considerando la soglia di sbarramento al 4%. Ma anche qui qualche sorpresina c’è stata. Il capitano Ultimo ha preso 116 preferenze nella Tuscia, l’ex sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, 83, mentre lo stesso De Luca appena 76. Non proprio un buon risultato, considerando le premesse.

"Democrazia sovrana popolare", la lista rossobruna di Marco Rizzo, si ferma a 981 voti, tradotti in un residuo 0,75%. Per il cspolista, leader del Partito comunista, 222 preferenze. Il suo braccio destro, Francesco Toscano, 102. Una lista, questa, nella quale correvano anche il giornalista Giovanni Masotti e un altro vignettista, Alfio Krancic.

Chiude il grande quadro "Alternativa popolare", movimento del sindaco di Terni Stefano Bandecchi. Nella Tuscia il vulcanico primo cittadino ternano si è accalappiato 511 voti totali, per uno 0,39% complessivo. Lui, da capolista, ha preso 195 preferenze. L’ex magistrato Luca Palamara, noto per i suoi libri e le sue rivelazioni sul sistema giudiziario italiano, ne ha raccolte solo 13. 

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