GIOCHI DI POTERE

La maggioranza in Provincia: vicepresidenza al Pd, Frontini medita sull'appoggio esterno e FdI si tira fuori

La batosta alle comunali di Tarquinia sembra aver indotto il presidente Alessandro Romoli a riformare un'alleanza ibrida, escludendo ancora una volta gli alleati di centrodestra

La roboante sconfitta di Alessandro Giulivi a Tarquinia porta con se un’altra notizia, assai importante per gli equilibri politici della Tuscia. Le ripercussioni della debacle di Fratelli d’Italia e Forza Italia sulle sponde tirreniche, infatti, sembrano riguardare ancora una volta la Provincia, dove il presidente Alessandro Romoli è pronto a svelare quale sarà la maggioranza che governerà l’ente per i prossimi due anni. E, anche se non è propriamente una sorpresa, tutto lascia presagire che non si tratterà, ancora una volta, di una maggioranza tradizionale.

Esattamente come accade dal periodo della pandemia, palazzo Gentili sembra essere prossimo ad essere amministrato da un’alleanza trasversale. Stavolta trasversalissima. Come annunciato dallo stesso Romoli, all’indomani delle elezioni provinciali di febbraio è stata sua premura avviare delle interlocuzioni con i partiti entrati in consiglio provinciale: Fratelli d’Italia (4 consiglieri), Pd (4 consiglieri), patto civico (2 consiglieri) e ovviamente la “sua” Forza Italia, (2 consiglieri). Il presidente ha fatto le sue mosse, avanzando proposte. Una su tutte, che a Romoli è sempre piaciuta, quella di formare una maggioranza di larghe intese. Una grande ammucchiata, basata su tematiche condivise, con dentro tutti, da Fratelli d’Italia al Pd passando per i civici di Chiara Frontini.

Tuttavia, Fratelli d’Italia ha declinato gentilmente questa proposta, esattamente come accaduto durante la pandemia. I meloniani non sono disposti ad accettare di governare con partiti rivali ma solo ed esclusivamente con i loro alleati naturali, che in questo caso sarebbero quelli di Forza Italia, essendo la Lega rimasta fuori dalla Provincia. Peraltro, l’offerta non era nemmeno delle più allettanti: la vicepresidenza è stata infatti offerta, secondo alcune indiscrezioni, al Partito democratico. A FdI sarebbe andata qualche delega, magari anche pesante, ma considerata non sufficiente per accettare una grande ammucchiata di governo.

Del resto, Romoli non può certamente scaricare così improvvisamente i dem, con i quali ha governato insieme da due anni a questa parte. Ed è quasi scontato che sarà Pietro Nocchi, ancora una volta, a fargli da vice. Ma, a quanto sembra, la prossima non sarà una maggioranza rossoazzurra.

Secondo voci di corridoio, oltre a Forza Italia e Pd ci sarà anche Chiara Frontini con il suo patto civico, che in consiglio provinciale ha eletto due consiglieri: Umberto Di Fusco e Maria Rita De Alexandris. Sebbene le previsioni dicano che è ormai tutto fatto, con tanto di accordo già siglato, nelle ultime ore l’ipotesi di entrare in maggioranza in Provincia sembra essere stata osteggiata da alcuni consiglieri comunali di Viterbo, i quali starebbero contestando a Frontini la bontà dell’operazione. Del resto, tutti sanno che la prima cittadina per anni si è opposta alla partitocrazia, criticando duramente quelli che lei stessa chiamava “inciuci di palazzo”. Ebbene, ora che è di fronte la ghiotta opportunità di mettere le mani sul governo della Tuscia, la leader di Viterbo2020 sembra essere pronta a scendere a compromessi. Ma questo potrebbe essere un boomerang, con gli elettori che potrebbero non condividere la mossa.

Ad uno tra Di Fusco e De Alexandris dovrebbe spettare la delega alle strade provinciali. Una delega di peso. All’altro spetterebbe la presidenza di una commissione altrettanto pesante. Ma le perplessità all’interno del gruppo 2020 potrebbero congelare questo scenario. Da alcune ore Frontini medita sul da farsi e, in attesa di far digerire a tutti l’accordo con Romoli e il Pd, avrebbe preso in considerazione anche l’idea di un appoggio esterno, ossia un accordo che non preveda il suo formale ingresso in maggioranza. Tutto da vedere, dunque. La deadline è fissata per venerdì, quando si svolgerà il nuovo consiglio provinciale, forse quello decisivo. Romoli, che conta di presentarsi in aula con un accordo sulla nuova maggioranza, dovrebbe assegnare le deleghe ai consiglieri e, successivamente, le commissioni eleggeranno i rispettivi presidenti. 

Commissioni in provincia

Prima commissione consiliare: Affari istituzionali, generali e legali. Statuto, regolamenti, assistenza tecnica agli enti locali, attuazione della legge 56/2014. Bilancio. Società partecipate. Legalità e pari opportunità

Giulia De Santis – Tuscia democratica

Luca Giampieri – Tuscia tricolore

Rita De Alexandris – Patto civico per la Tuscia

Francesco Ciarlanti – Azzurri per la Tuscia

Seconda commissione consiliare: Ambiente. Assetto e pianificazione del territorio. Difesa del suolo. Protezione civile. Parchi e aree protette. Politiche comunitarie e internazionali

Lina Delle Monache – Tuscia democratica

Nello Campana – Tuscia tricolore

Umberto Di Fusco – Patto civico per la Tuscia

Ermanno Nicolai – Azzurri per la Tuscia

Terza commissione consiliare: Lavori pubblici. Viabilità. Trasporti. Patrimonio

Giulia De Santis - Tuscia democratica

Stefano Zacchini – Tuscia tricolore

Umberto Di Fusco – Patto civico per la Tuscia

Ermanno Nicolai – Azzurri per la Tuscia

Quarta commissione consiliare: Edilizia scolastica. Programmazione scolastica. Formazione professionale. Politiche del lavoro e servizi per l’impiego

Lina Delle Monache – Tuscia democratica

Luca Profili –Tuscia trịcolore

Maria Rita De Alexandris – Patto civico per la Tuscia

Francesco Ciarlanti – Azzurri per la Tuscia

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