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Domenica, 23 Giugno 2024
IL RICORDO

Morte di Nando Gigli, Romoli ricorda il suo "padre politico": "Mi ha insegnato che bisogna partire sempre dai cittadini"

Il presidente della Provincia ricorda l'esponente politico scomparso a 88 anni: "È stato un grande uomo e un politico attento e raffinato"

È con il dolore più profondo nel cuore che nella serata di ieri ho appreso la triste notizia della scomparsa di Rodolfo Gigli, detto Nando. 

Nando è stato un grande uomo, un amministratore capace e un politico attento e raffinato. Lo dimostra non solo la sua straordinaria permanenza come eletto nelle istituzioni locali e nazionali che ha servito con onore, ma anche e soprattutto il ricordo affettuoso di tanti cittadini della Tuscia.

Per me Nando è stato un vero e proprio padre politico. È stato lui ad avermi spinto e stimolato fin da giovanissimo a dedicarmi alla cosa pubblica attraverso l’impegno nelle istituzioni locali e nel partito. Ed è stato sempre lui ad avermi indicato come segretario provinciale dell’Udc quand’ero poco più che 20enne. Con il suo carisma e il suo tratto caratteriale determinato e serioso, il “Presidente” (così eravamo soliti chiamarlo) generava in me e in noi tutti timore reverenziale e la consapevolezza di trovarci di fronte a un gigante della politica locale, un leader indiscusso.

Nando ci ha insegnato che la politica deve sempre partire dal coltivare la conoscenza del territorio, dei suoi cittadini, dei suoi punti di forza e delle sue debolezze. E ci ha mostrato chiaramente che mai le scelte politiche devono essere elaborate per reazione a un'azione o, peggio ancora, a una suggestione. A costituire gli strumenti con i quali affrontare l’azione politica devono infatti essere sempre la ponderazione, l’equilibrio e l’analisi fredda e scevra da pregiudizi ideologici o valutazioni soggettive.

Con lui abbiamo realizzato il cosiddetto “gruppo di amici”, ovvero la possibilità di fare politica costruendo vincoli e legami di comune appartenenza e tentando sempre di risolvere con generoso slancio sia piccoli che grandi problemi. Proprio come il popolarismo di don Luigi Sturzo ci ha insegnato a fare.  

Anche in questi ultimi anni in cui Nando si è volutamente ritirato dalla vita politica attiva, mi è capitato spesso di andarlo a trovare o di sentirlo telefonicamente per aggiornarlo sulle vicende attuali. In ogni occasione ho sempre trovato una persona lucida, aggiornata e informata dalla quale ottenere spunti di riflessione e validi consigli. 

Democristiano e vicino al presidente Andreotti, Nando ha servito Viterbo, la Tuscia, il Lazio e l’Italia intera con assoluta dedizione. Non è infatti un caso se lo ricordiamo ancora oggi come uno dei migliori presidenti che la Regione Lazio abbia mai avuto.

Con Nando se ne va un pezzo di storia della Tuscia, ma i suoi insegnamenti rimangono. Anzi, ora più che mai, chi si rifà a quel modello politico avrà la responsabilità di dare continuità alla nostra tradizione culturale e politica di democratici cristiani senza timore alcuno, fieri di quello che siamo stati e che siamo ora. 

È un giorno davvero triste per la provincia di Viterbo. È un giorno triste anche per me e per tanti amici con i quali abbiamo condiviso esperienze di vita amministrativa e rapporti di appartenenza partitica comune. Noi non lo dimenticheremo mai. Ai familiari di Nando, ai suoi cari e ai suoi amici, giungano le mie più sentite e affettuose condoglianze. Il loro dolore oggi è anche il mio.

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