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Domenica, 26 Maggio 2024
RIMPASTO: POSSIBILI SCENARI

Se Silvio Franco "stecca" San Pellegrino in Fiore sarà addio, il Pd spinge per un assessore esterno

L'assessore allo Sviluppo economico è dato in uscita dalla maggioranza: l'addio sarà cosa fatta in caso di un clamoroso flop della manifestazione

Il futuro di Silvio Franco passa per San Pellegrino in Fiore. Se la manifestazione, in programma dall'1 al 5 maggio, dovesse rivelarsi un flop, allora l’esperienza del professore alla guida dell’assessorato allo Sviluppo economico giungerà ai titoli di coda. Questo è il sentore raccolto all’interno degli ambienti frontiniani, che però non vogliono far passare il messaggio di un ultimatum. La situazione viene vista più come un rapporto lavorativo, il cui termine è vincolato alle prestazioni. Prestazioni che, nel caso di Franco, ad oggi sono giudicate al di sotto delle aspettative.

Effettivamente, visto il ruolo centrale dell’assessorato all’interno della giunta, Frontini auspicava che Franco fosse molto più attivo. Invece, il professore si è mostrato quasi impacciato, commettendo più di un passo falso. E così, a quasi due anni dall’insediamento, è tempo di tirare le somme, anche perché siamo quasi alla metà del mandato e, se non dovessero arrivare stravolgimenti dalle questioni giudiziarie che interessano il sindaco, l’obiettivo resta quello di ripresentarsi alle elezioni nel 2027 per il bis. 

A palazzo dei Priori sono diversi gli appunti fatti a Franco, a partire da San Pellegrino in Fiore. Il clamoroso flop dello scorso anno, motivato dalla volontà di “fare le cose in grande” per l’edizione 2024, non è stato mai digerito, perché ha portato una marea di critiche. Ecco perché la 34esima edizione in programma quest’anno assumerà i contorni di una prova da dentro o fuori, senza possibilità di appello. Qualora le aspettative dovessero essere mancate ancora una volta, sarà addio. Le quotazioni di Franco, negli ultimi mesi, sono calate vertiginosamente. E le motivazioni di questa discesa sono tutte da ricercare nella poca incisività del suo assessorato.

Quanto a sviluppo economico, non è stato redatto nessun provvedimento mirato per smuovere l’imprenditoria. Di contro, soprattutto in centro storico, le attività hanno continuato a chiudere, lasciando in dote una distesa di grigie saracinesche abbassate. Anche il turismo, altra delega di peso in capo a Franco, è sì migliorato ma stenta ancora a decollare, con la permanenza media dei turisti inchiodata a 1,6 notti. Ma la vera nota dolente è la comunicazione: VisitViterbo.it, il sito per cui il Comune ha speso quasi 100mila euro, è fermo agli eventi di Natale quanto a promozione turistica. E non è stato fatto nulla per migliorarlo, nonostante l’investimento corposo. Il famigerato bando da mezzo milione che sarebbe dovuto servire a reperire l’esperto che avrebbe ricostruito l’immagine della città in vista della candidatura a capitale europea della cultura tramite il social media marketing e le digital Pr ma, infine, è rimasto chiuso in un cassetto. 

Tante, troppe defaillances per un sindaco determinato e stakanovista come Frontini, che ora riflette seriamente sul da farsi. Nel caso in cui San Pellegrino in Fiore non dovesse esplodere dal punto di vista turistico, Franco sarà ringraziato e accompagnato alla porta. E le soluzioni per sostituirlo sono principalmente due: un nuovo assessore scelto dalla prima cittadina, magari pescato dalla base di Viterbo2020, oppure un assessore esterno condiviso anche dal Pd. La prima strada porterebbe a un rischio, calcolato ma non troppo, di ritrovarsi in giunta qualcuno che in qualche modo non sposi più al 100% il pensiero frontiniano, mentre la seconda aprirebbe le porte a una clamorosa alleanza a sinistra. Senza viaggiare troppo con la fantasia, però, c’è da aspettare il 6 maggio, quando saranno tirate le somme dell’affluenza alla manifestazione florovivaistica organizzata dal Comune. Perché sicuramente Franco farà di tutto per guadagnarsi la riconferma.

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