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Domenica, 14 Aprile 2024
POLITICA LAZIO

Deposito scorie nucleari, Rocca: "Mi auguro che nessun sindaco del Lazio candidi il proprio comune"

Il presidente della Regione Lazio invita i sindaci della Tuscia a non candidare il proprio comune ad ospitare il deposito delle scorie nucleari

Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha comunicato i siti in Italia idonei a ospitare il deposito nazionale delle scorie nucleari. Spetta ora agli enti locali candidarsi a ospitarlo. Il Lazio ha il maggior numero di siti idonei (21), tutti nel viterbese, nei Comuni di Montalto di Castro, Canino, Cellere, Ischia di Castro, Soriano nel Cimino, Vasanello, Vignanello, Corchiano, Gallese, Tarquinia, Tuscania, Arlena di Castro, Piansano, Tessennano. "Mi auguro che nessun sindaco del Lazio candidi il proprio Comune a ospitare il deposito". Lo ha dichiarato il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca.

In Italia 51 aree potranno ospitare il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi e chi lo vorrà potrà autocandidarsi, anche chi non fa parte della lista. Della lista, nel frattempo, continua a far parte la Tuscia, con ben 21 località ritenute idonee. Il ministero dell'Ambiente e della Sicurezza energetica ha pubblicato l'elenco aggiornato dopo l'elaborazione fatta da Sogin, società dello Stato controllata dal ministero dell'Economia che si occupa di spegnere le centrali nucleari italiane e di gestire le scorie radioattive. Nel deposito nazionale verranno stoccati, in sicurezza, i rifiuti radioattivi ma non solo.

Cosa è il Deposito nazionale dei rifiuti radioattivi e come funziona

Il deposito nazionale è un'infrastruttura ambientale di superficie che permetterà di sistemare i rifiuti radioattivi italiani, oggi stoccati all'interno di decine di depositi temporanei presenti nel paese, generati dall'esercizio e dallo smantellamento degli impianti nucleari e dalle attività di medicina nucleare, industriali e di ricerca. Il deposito è una struttura con barriere ingegneristiche e barriere naturali poste in serie per il contenimento della radioattività, progettata sulla base delle migliori esperienze internazionali e secondo i più recenti standard Iaea (International atomic energy agency) e dell'ente di controllo Isin (Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione).       Il deposito consentirà la sistemazione definitiva di circa 78mila metri cubi di rifiuti a molto bassa e bassa attività. Inoltre, in un'apposita area del deposito, sarà realizzato un complesso di edifici idoneo allo stoccaggio di lungo periodo di circa 17mila metri cubi di rifiuti a media e alta attività, in attesa della loro sistemazione definitiva in un deposito geologico. Al deposito nazionale saranno, dunque, conferiti nel tempo circa 95mila metri cubi di rifiuti radioattivi. Il 60% di questi proverrà dagli impianti nucleari oggi in fase di smantellamento, mentre il restante 40% da attività non energetiche quali ricerca scientifica, applicazioni mediche e industriali, comprendendo i rifiuti finora prodotti e quelli che si stima continueranno a essere generati in futuro. Il trasferimento dei rifiuti radioattivi in un'unica struttura, oltre a garantire una loro gestione più sicura, efficiente e razionale, permetterà di completare il "decommissioning" degli impianti nucleari, liberando da vincoli di natura radiologica i siti che attualmente li ospitano.

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