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TUSCIA RADIOATTIVA

Deposito nucleare, Rotelli: "Un'autocandidatura libererebbe i 51 siti inseriti senza senso nell'elenco"

Il deputato meloniano, ad Atreju insieme al ministro Pichetto Fratin, si dice fiducioso: "La problematica del deposito Sogin sarà risolta, ma è stata elusa per anni"

Trapela un certo ottimismo dal centrodestra sulla questione del deposito nazionale di scorie radioattive. Ieri, ad Atreju, il deputato viterbese Mauro Rotelli, leader di Fratelli d'Italia nella Tuscia, è intervenuto sul punto dicendosi fiducioso in vista di una risoluzione. Assieme a lui c'era il ministro Gilberto Pichetto Fratin. I due, essendo Rotelli presidente della commissione ambiente della Camera, collaborano molto spesso.

"Il decreto legge energia - spiega il parlamentare di FdI - all'articolo 11 prevede per la prima volta la possibilità di esprimere delle autocandidature da parte dei Comuni. È una novità assoluta, che ci fa uscire dal no a prescindere e dalla logica ‘non nel mio giardino’”. Ma quello del deposito Sogin è un tema non affrontato per anni, secondo Rotelli: "È stato eluso per molto tempo, ignorato. Adesso noi chiediamo se c'è qualcuno che vuole ospitarlo sul proprio territorio". Rotelli, dunque, lascia spazio a una speranza: "Un'autocandidatura libererebbe i 51 siti inseriti senza senso e soprattutto volontà nell'elenco".

Come detto, il centrodestra intende innalzare le barricate affinchè il deposito di Sogin non veda la luce nella Tuscia. E, soprattutto, non vuole prendersi colpe che non ritiene sue. "Siamo passati - dice Luisa Ciambella - da un silenzio assordante a un attivismo molto singolare e preoccupante, con impugnative di atti e delibere quando il territorio in precedenza è stato distrutto senza che nessuno muovesse un dito".

A coinvolgere la Tuscia in questa querelle, per Ciambella, sono stati i governi precedenti a quello Meloni: "Dobbiamo ricordarci che l'iter è partito molti anni fa e che il primo regalo è arrivato due anni fa, il 6 gennaio, quando la politica che oggi si straccia le vesti ha fatto finta di nulla e i territori sono stati verificati con i carotaggi. C'era la volontà precisa di mettere in mezzo la provincia di Viterbo". 

Anche lei, tuttavia, è speranzosa: "Ci sono Comuni che ospitano già da circa 40 anni delle scorie, adesso ci sono 30 giorni di tempo ed è altamente probabile che questi si candidino". Secondo Ciambella, la coalizione non arretrerà: "Dal centrodestra ci sarà un fronte compatto che seguirà gli sviluppi della situazione fino a quando non arriveranno risposte certe".

L'unico pericolo, secondo la consigliera, è rappresentato dal fatto che qualche comune viterbese potrebbe candidarsi: "Il presidente Rocca ha detto bene, speriamo che nessuno decida di fare una cosa del genere. In passato è già capitato che alcuni sindaci, forse attratti dalle ricche opere di compensazioni previste per chi decide di ospitare certi impianti, dessero il proprio assenso a progetti enormi. Dobbiamo augurarci che stavolta non accada".

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