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Lunedì, 26 Febbraio 2024
POLITICA

Dai sussidi al lavoro, la ricetta di Fratelli d'Italia: "Via il reddito di cittadinanza, 100 euro in più ai lavoratori e flat tax"

All'auditorium di Unindustria i meloniani espongono il loro piano per aumentare l'occupazione e reinserire i percettori del reddito di cittadinanza

Dal reddito (di cittadinanza) al lavoro, da Viterbo i deputati di Fratelli d’Italia illustrano il programma per il reinserimento tra gli occupabili dei percettori del sussidio. All’auditorium di Unindustria a Valle Faul, il partito locale ha ospitato i parlamentari Marta Schifone e Walter Rizzetto, rispettivamente capogruppo e presidente della commissione lavoro. A loro due, impegnati in prima linea nell’operato del Governo, il compito di spiegare come sta agendo l’esecutivo sul fronte occupazionale.

La deputata napoletana Schifone ha parlato del decreto lavoro e di come questo modificherà il mercato attuale: “Una parte del programma è già diventata realtà. Il lavoro è l’essenza del programma Meloni, con un modello che si contrappone all’assistenzialismo ed è la declinazione di ciò che intendiamo per sviluppo della Nazione. Il Dl Lavoro agisce ad ampio raggio, dalla salute alla sicurezza nei posti dei lavori passando prr la tutela delle disabilità. Poi prevede il superamento del modello grillino e l’affermazione della nostra ricetta, ossia mettere sullo stesso piano gli occupabili ai non occupabili. Noi abbiamo diviso questa platea tra chi puó essere inserito e i protetti. Non abbiamo girato le spalle a nessuno, siamo la destra sociale italiana e sappiamo come tutelare i più deboli”. Il reddito, secondo la parlamentare, aveva causato uno squilibrio: “Ha causato una distorsione del mercato del lavoro, disincentivando l’occupazione e incentivando il lavoro nero. Rimarrà il contributo per chi rientra tra i disabili, minori e impossibilitati anche in famiglia”. 

Dal 1 settembre è stata attivata la piattaforma dedicata ai percettori per la formazione: “Abbiamo sforato le 100mila richieste e sono numerosissime anche le segnalazioni delle aziende che si propongono”. La ricetta, invece, ha ingredienti chiari: “Abbassamento della pressione fiscale, puntare tutto sul taglio del cuneo fiscale sul reddito basso (25mila-35mila euro) il che significa 10 miliardi di blocco riconfermati. I lavoratori avranno dunque dagli 80 ai 100€ in più in busta paga”. Incentivi anche alle assunzioni: “Sgravi al 60% per la retribuzione lorda mensile dei giovani a tempo determinato, agli assegni di inclusione per gli under-36 e sugli autonomi. Flat Tax stabilizzata da 65mila a 85mila es equo compenso”. 

Walter Rizzetto, friulano, ha invece spiegato quella che è la visione del partito: “Prima di scrivere decreti ed emendamenti, abbiamo ascoltato e stiamo ascoltando le istanze di lavoratori, imprenditori e associazioni di categoria. L’85% delle aziende ha sotto i 15 dipendenti, noi abbiamo voluto guardare a questa base, che è la spina dorsale dell’imprenditoria italiana in tutti i settori. Stiamo accanto alle famiglie, agli operai e non alle grandi multinazionali”. Poi l’affondo sul reddito: “Quanto prendevano i percettori del reddito di cittadinanza? La media era di 512 euro al mese. Oggi invece crediamo che cercarsi un lavoro che possa dare qualcosa in più sia un meccanismo che debba essere tentato. Non abbiamo tolto un sussidio a quelli che sono completamente inabili al lavoro, anzi. Questi, con gli strumenti che abbiamo messo in campo, prendono anche di più rispetto al reddito di cittadinanza. Piuttosto vogliamo reinserire gli abili, per poter dar loro una mano affinché riescano a realizzarsi”. Il concetto è chiaro: “Non dobbiamo trovare posti di lavoro ma metterli nelle condizioni di poterlo trovare”. Un passaggio, infine, anche sul Pnrr che, a quanto pare, sarà una grande opportunità: “I progetti del Pnrr, nei prossimi 5 anni, se prenderemo tutte le risorse creeranno circa 537mila posti di lavoro per figure formate a dovere”. 

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