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Domenica, 14 Aprile 2024
CASO STADIO

Stadio Rocchi, dal comune il primo via libera all’acquisizione dell’impianto: Aronne lavora al bando

La commissione Bilancio approva la delibera per l’acquisizione dell’impianto, che ora passerà in Consiglio per il definitivo via libera

Scintille, polemiche e veleni sullo stadio Rocchi. Non una novità, visto che l’argomento coinvolge la città nella sua quintessenza sportiva. Il surreale groviglio normativo e burocratico relativo alla proprietà dell’impianto e all’accatastamento sembra essere ormai prossimo ad essere sbrigliato, con il Comune pronto a rilevare la titolarità della struttura per provvedere prima alla regolarizzazione catastale e poi al bando per l’assegnazione ad una società sportiva (ma anche non). Ieri mattina, in commissione Bilancio, è approdato il documento che delinea il primo step.

In una seduta rovente, ricca di scontri dialettici tra i banchi dell’opposizione, con Fratelli d’Italia ed il Pd a darsele di santa ragione addossandosi reciprocamente colpe di presunte malagestio ormai passate e poco chiare, la maggioranza ne ha approfittato per approvare la delibera di acquisizione dello stadio di via della Palazzina. Atto dovuto, vista la “cortesia” della Regione Lazio - la quale ha ceduto gratuitamente la proprietà del Rocchi al Comune - e necessario per poter portare avanti i progetti che vedono come protagonista l’impianto. Su tutti la ristrutturazione totale finanziata con il Pnrr e l’assegnazione ad una società sportiva. 

Nell’atto, ha spiegato in commissione l’assessore Emanuele Aronne, sono stati tradotti e riassunti in poco più di due pagine oltre 20 anni di storia: “Senza polemiche e speculazioni abbiamo fatto un recap. Peraltro in 3 mesi, con di mezzo il Natale e l’attacco hacker dell’8 dicembre. La questione stadio non è cristallina, stiamo cercando di risolverla”. La parte più interessante per i tifosi della Viterbese, senz’altro, è il come raggiungere una risoluzione: “Abbiamo già chiesto - ha detto Aronne - l’autorizzazione per esperire la gara, come ormai sancito dall’Anac e dal nuovo codice dei contratti visto che dovremo procedere ad una gara ad evidenza pubblica. L’impianto ha una rilevanza economica, dato che ci sono dei bar al suo interno. Stiamo anche per affidare l’incarico di redigere un bando che si rifarà a quello del Comune di Guidonia, con la differenza che il nostro sarà incentrato su una proiezione da 8mila posti nel nuovo Rocchi. Se la Regione ci autorizza immediatamente a pubblicarlo, allora la gara sarà aperta e speriamo non vada deserta”. A riguardo, Piero Camilli ha annunciato a ViterboToday di voler partecipare al bando. Tuttavia, il problema è rappresentato dalle tempistiche: “Tempi certi non ci sono - ha fatto sapere l’assessore - ma posso garantire che ci attiveremo immediatamente per mandare le carte alla Regione. Per la manutenzione del bene sarebbe auspicabile una risposta per fare una gara valida per 9 anni”. 

Ora l’atto di acquisizione del Rocchi dovrà passare dal Consiglio comunale. Verosimilmente, la seduta sarà convocata per il prossimo 15 febbraio. Quando il documento sarà approvato, avrà inizio l’iter vero e proprio: “Per dare l’inizio dei lavori - ha spiegato Aronne - attenderemo che arrivino quantomeno risposte dalla Regione e dall’Anac. Il Pinqua era stato approvato, anche se non parlava dello stadio, dunque non credo che la Regione si metterà di traverso”. L’ultima questione, infine, è quella che riguarda il Vincenzo Rossi, ex campo del Pilastro ed oggi sulla carta campo d’allenamento della Viterbese, classificato come impianto di “pertinenza al Rocchi”. Il Comune, su questo aspetto, intende agire con un piano preciso: “Il Rossi e il Rocchi devono essere svincolati. C’è una ragione precisa. Li slegheremo perché gli impianti hanno proprietà diverse al momento, uno è comunale e l’altro regionale. Si farà una delibera di svincolo al fine di andare dritti con la questione Rocchi, acquisendo la proprietà, e prima del bando con un’altra delibera verranno riaccorpati”.

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