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Domenica, 25 Febbraio 2024
DA PALAZZO

Lievitano i compensi per Frontini e assessori, Aronne rinuncia a 2mila euro della sua indennità

La prima cittadina arriva a quasi 10mila euro al mese mentre Franco, Aronne e Sgarbi rinunciano ai compensi

Dal primo gennaio sono scattati gli aumenti dell’indennità di funzione per il sindaco Chiara Frontini e i suoi otto assessori. Si tratta dei compensi per l’attività degli amministratori, quelli che volgarmente vengono chiamati “stipendi”. L’incremento è previsto dalla legge di bilancio 2022, varata dal governo Draghi, che ha stabilto un progressivo adeguamento degli stipendi degli amministratori locali per equiparare le indennità dei sindaci delle città metropolitane a quelle dei presidenti delle rispettive regioni.

Buste paga molto più gonfie, dunque, per la giunta che guida palazzo dei Priori. La prima a essere interessata dall’aumento è Chiara Frontini, che arriverà a guadagnare quasi 10mila euro lordi al mese. 9mila 600 per la precisione, il doppio rispetto al suo predecessore Giovanni Maria Arena. Di riflesso, aumenta anche l’indennità del suo vice, Alfonso Antoniozzi, che percepirà da questo mese in poi 7mila 245 euro. Anche Marco Ciorba, presidente del consiglio comunale, beneficerà della legge, toccando quota 5mila 796 euro mensili.

Per quel che riguarda gli assessori, invece, gli altri sei componenti della squadra percepiranno la stessa cifra di Ciorba, dunque 5mila 796 euro. Questo vale per Katia Scardozzi, Patrizia Notaristefano, Elena Angiani e Stefano Floris. Esatto, perché tre assessori hanno deciso di rinunciare al compenso per intero. Vittorio Sgarbi, per esempio, all’accettazione della nomina ha comunicato di non voler beneficiare dell’indennità di funzione e di ogni altra somma prevista per l’intera durata della carica di assessore alla Bellezza. Questo anche qualora lo stesso Sgarbi dovesse maturare il diritto alla percezione.

C’è chi rinuncia per intero e chi, invece, a una parte. Silvio Franco, dipendente dell’Unitus in quanto docente, non avendo chiesto il collocamento in aspettativa non retribuita, usufruirà della misura dell’indennità dimezzata. Percepirà dunque 2mila 898 euro, oltre a quelli che gli corrisponde ogni mese l’ateneo.

Se quella di Franco è una rinuncia dettata dalla legge, quella di Emanuele Aronne è volontaria. L’assessore all’Urbanistica, pur essendo architetro di professione e quindi non un lavoratore dipendente, ha deciso di fare a meno del 33% del compenso che gli spettava. In tutto, si tratta di circa 2mila euro. Dai 5mila 796 originari, a lui ne andranno 3mila 883.

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