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Talete a un passo dal crac? Romoli incontra la Regione, che prende tempo. Ipotesi libri in tribunale

Il presidente della Provincia e dell'Ato ha incontrato gli assessori regionali competenti per cercare di ottenere dei finanziamenti

Si torna a parlare di Talete, la società idrica pubblica che gestisce l’acqua nella Tuscia. E non di certo per cose positive. Ieri in consiglio comunale, dopo diverso tempo, l’argomento è stato affrontato direttamente dalla sindaca Chiara Frontini: “L’azienda non è in difficoltà guardando i conti economici, ma la situazione finanziaria per via del debito pregresso è estremamente compromessa. Altrimenti non ci sarebbe bisogno di parlare di ricapitalizzazione e risanamento”.

Condizioni talmente critiche che, addirittura, Talete potrebbe chiudere i battenti. Dalla Provincia fanno sapere che, senza l’intervento diretto della Regione che dovrebbe intervenire per sostenere alcuni costi, la Spa dovrà portare i libri in tribunale forse già la prossima primavera. Questo nonostante gli enormi sacrifici chiesti ai cittadini, i quali si sono visti aumentare di oltre il 100% le tariffe, e gli innumerevoli piani di risanamento annunciati ma mai portati a termine.

Per tentare di persuadere la Pisana, in settimana Alessandro Romoli, presidente della Provincia e dell’Ato, avrebbe incontrato a Roma gli assessori regionali Palazzo e Rinaldi, insieme al consigliere regionale Daniele Sabatini, capogruppo di Fratelli d’Italia. A rivelarlo è la stessa Frontini: "È emerso - spiega la sindaca - che la Consulta d’ambito ha fatto presente la necessità di tornare ad agire come fatto fino al 2019, quando la Regione supportava la società per costi di cui l’Ato è incolpevole. Come sappiamo, la debolezza strutturale del nostro ambito territoriale è alla base di alcune problematiche, anche quelle di natura economica”.

La prima cittadina prosegue: “Da quanto appreso, a valle dell'incontro, a cui hanno partecipato anche i consiglieri regionali del territorio, gli assessori si sono presi del tempo per valutare il da farsi. Romoli ha fatto presente che, per favorire la riduzione delle perdite, ci sono diversi modi in cui la Regione può intervenire. Lo ha fatto per stimolare una presa di coscienza affinché la società venga supportata e tutelata”. 

La “debolezza strutturale dell’Ato” di cui parla Frontini altro non sono che tutte le condizioni naturali e morfologiche del nostro territorio. Ad esempio la presenza di arsenico o di uranio, del radon e di altri metalli e minerali più o meno dannosi. E gli interventi che la Regione potrebbe effettuare sono, ad esempio, il finanziamento dei depuratori, delle opere di bonifica e un sostanziale sostegno economico a tutte le attività volte al monitoraggio e agli studi scientifici.

Da vedere se dalla Pisana arriveranno o meno segnali di apertura. I precedenti non fanno ben sperare, dato che, a cavallo tra il 2017 e il 2018, la Regione ha già fatto capire quale sarebbe stata la posizione: nessun intervento, se la vedano i comuni. Ma, secondo fonti della Provincia, un eventuale niet potrebbe portare al crac definitivo di Talete, con i libri da portare in tribunale.

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