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Sabato, 13 Aprile 2024
TERREMOTO IN COMUNE

I tre mesi che stanno sconvolgendo la politica viterbese: minacce, atti vandalici, dimissioni e la sindaca indagata

Da dicembre a marzo, una serie di eventi clamorosi hanno scosso palazzo dei Priori, tempio della politica della Tuscia. E le ripercussioni sono ancora tutte da vedere

Una serie di scandali senza precedenti, a raffica, che hanno letteralmente sconvolto la politica viterbese. Quelli intercorsi tra dicembre 2023 e marzo 2024 sono i tre mesi più duri che si siano mai verificati nel corso degli ultimi anni. Minacce, pressioni, registrazioni, atti vandalici, dimissioni e cambi di casacca. E mentre i cittadini cercano di rimettere insieme i pezzi, per comprendere cosa stia accadendo, la procura prosegue le sue indagini. Anche per la magistratura, di certo, si è trattato di settimane di fuoco. Ad alimentare il clima di incertezza e tensione, poi, ci pensa l’assordante silenzio di consiglieri, assessori e della stessa Chiara Frontini, che non commentano i fatti accaduti. Prima cittadina che, insieme al marito Fabio Cavini, è indagata per minacce in concorso per il caso Bruzziches.

IL CASO BRUZZICHES

Tutto è cominciato il 21 dicembre scorso, quando Marco Bruzziches ha preso la parola in consiglio per annunciare il suo passaggio alla minoranza. “Dopo tre mesi di attente riflessioni, mie e dei miei famigliari, ho scelto di prendere questa decisione. Tre mesi fa - disse - sono stato oggetto di comportamenti a dir poco inopportuni, per non dire cose peggiori, che purtroppo causano e hanno causato preoccupazione e angoscia in me e nei miei famigliari”. In quel momento l’amministrazione è in piena sessione di bilancio, con il documento che verrà approvato il giorno seguente, il 23 dicembre. Da quel momento, intramezzato dal Natale e dalla fine dell’anno, Bruzziches non partecipa ad alcune sedute di commissione per poi riapparire stabilmente nel 2024.

GLI AUDIO SUL ROCCHI E NON SOLO

Subito dopo lo scoppio del caso Bruzziches, nella seconda settimana di gennaio gli audio in cui Chiara Frontini parla della questione legata allo stadio Enrico Rocchi, rimasto senza squadra e in preda al degrado, e fa considerazioni su altri argomenti. Il contesto è una riunione del movimento 2020 tenutasi il 23 novembre 2023 alle Terme Salus. Ufficialmente si trattava di un incontro a porte chiuse, rivolto a tesserati, militanti, amministratori e simpatizzanti. Le parole di Frontini, ignara di essere registrata, scatenano un putiferio sullo stadio, con i tifosi sul piede di guerra e la Viterbese di Marco Arturo Romano che sporge denuncia nei confronti suoi e dell’assessore Emanuele Aronne. Nei giorni a seguire, per tutta la seconda metà di gennaio ancora audio delle registrazioni effettuate alla riunione “segreta”, nei quali si parla di dirigenti comunali, del ruolo dei gruppi di lavoro di Viterbo2020 e delle richieste avanzate dai cittadini.

SGARBI INDAGATO

Nel frattempo, mentre trapelano le registrazioni audio di Frontini, l’amministrazione deve fare i conti con un’altra grana. All’inizio di gennaio Vittorio Sgarbi, assessore alla Bellezza della giunta, viene indagato per furto di beni culturali. Il fatto è collegato a un dipinto dell’artista Rutilio Manetti, “La cattura di san Pietro”, che sarebbe stato - secondo gli investigatori - rubato dal castello di Buriasco, in Piemonte. Sgarbi, a sua difesa, dirà di averlo ritrovato a villa Maidalchina, dimora storica di Viterbo acquistata da sua madre anni fa, ma nell’archivio di stato del capoluogo non viene fatta menzione dell’opera. Frontini, in quel momento alle prese con la fuga di notizie sulla riunione del suo movimento, afferma di non volere le dimissioni di Sgarbi.

L’AUTO VANDALIZZATA 

Nella notte del 14 febbraio, san Valentino, l’auto personale del sindaco Frontini, una Lancia Y, viene vandalizzata in via Garibaldi, a pochi passi da casa sua. La macchina viene trasformata nel set di un incontro a sfondo sessuale, con dei fogli di giornale appiccicati sui finestrini e un paio di scarpe da donna con delle mutande di pizzo a fianco agli sportelli. La prima cittadina sporge denuncia, ritenendo il fatto un attacco rivolto alla sua persona ma in breve tempo gli uomini della Digos risalgono all’identità dell’autore del gesto, che si dichiara un performer e si difende, asserendo che il suo intento fosse quello di fare un gesto artistico e di aver sbagliato auto. Frontini non condividerà questa tesi, rilanciando l’ipotesi di un atto sessista ai suoi danni.

IL CASO CHIATTI

Il 15 febbraio, a poche ore dalla notizia dell’auto vandalizzata, la consigliera comunale di Viterbo2020, Letizia Chiatti, lascia la maggioranza e annuncia il suo passaggio tra i banchi dell’opposizione. “Fin dall’inizio - ha spiegato in aula - mi sono ritrovata in un sistema uguale se non peggiore a quello che avevamo deciso di combattere. Oggi posso dire che Chiara Frontini mi ha deluso dal punto di vista personale e politico, per questo chiedo scusa a Viterbo e ai viterbesi. Tutto quello che avevamo sognato e programmato è stato dimenticato. E non parlo di cose non ancora fatte, mancano progettualità e visione”. Chiatti si unirà al gruppo Viterbo Cambia, ricostituito da Bruzziches. Il 4 luglio 2023, la consigliera, fondatrice e storica esponente del movimento Viterbo2020, si era dimessa dal ruolo di presidente del consiglio comunale senza mai chiarirne pubblicamente i motivi. 

LE INDAGINI DELLA PROCURA

In procura fascicolo aperto a seguito delle parole di Marco Bruzziches. Viene depositata una registrazione audio, mentre nei giorni a seguire sfilano le prime persone ascoltate. Tra esse c’è anche Letizia Chiatti, oltre ad altri personaggi legati all’amministrazione e a Viterbo2020. La sindaca Chiara Frontini e il marito Fabio Cavini vengono indagati per minacce in concorso.

LA LETTERA MINATORIA A FRONTINI

Il 28 febbraio, il sindaco rivela di aver ricevuto una lettera minatoria anonima, nella quale sono contenuti insulti pesantissimi nei suoi confronti e in quelli della giunta. “Bastarda figlia di zoccola, morite con gravi sofferenze almeno avremmo una sostanziale soddisfazione”, si legge nella missiva, che si conclude così: "V.F.C. (vaffanculo, ndr) tu e i tuoi assessori, inutile sindaca". La Digos rintraccia il mittente della lettera, un 67enne frequentatore abituale del Bagnaccio, sito termale chiuso ormai due anni fa e ad oggi ancora lontano dalla riapertura. "Lettere minatorie, vandalismi alle auto, diffusione di audio di riunioni del nostro movimento, ‘taglia e cuci’ di parole distorte e decontestualizzate, denunce. Tutto questo - commenta Frontini nel rendere pubblica la lettera ricevuta - porta a pensare a una o più macchine del fango all'opera per screditare la mia persona e minare la serenità mia e di chi con me amministra con passione e spirito di servizio la nostra città". "È tutto riconducibile - si chiede il sindaco - all'opera di un sistema vecchio ancorato al passato, che sta reagendo contro la nostra amministrazione che ha fatto della legalità, della trasparenza, della progettualità, della passione per la comunità locale, le linee guida del proprio impegno civico?".

LA RIVELAZIONE DI BRUZZICHES

Martedì 12 marzo, dopo alcuni giorni di calma apparente, Marco Bruzziches esce allo scoperto e rivela l’entità delle pressioni subite da lui e dalla sua famiglia. In un comunicato stampa inviato nella tarda serata, il consigliere comunale spiega cosa sarebbe accaduto tra lui, Frontini e Fabio Cavini. "Mi sono convinto a diffondere questo comunicato - spiega Bruzziches - in quanto da vario tempo mi riferiscono che sia la sindaca che alcuni consiglieri di maggioranza sono soliti fare battute, che non ho problemi a definire di cattivo gusto, circa la brutta e triste vicenda della quale sono stato oggetto, assieme alla mia famiglia, e che mi ha determinato a lasciare la maggioranza il 21 dicembre 2023". "La sera del 26 settembre alle 20,30 circa - prosegue la versione del consigliere - la sindaca e suo marito Fabio Cavini arrivano presso la mia residenza e ben presto la conversazione si focalizza sulle problematiche da me sollevate circa la gestione della delega affidatami ma soprattutto quali fossero i rapporti con la consigliera Chiatti, più volte descritta dai coniugi Cavini come la nemica numero uno della maggioranza.  Nel corso della cena - aggiunge Bruzziches - è stato sollevato più volte da Cavini (alla presenza costante e continua di sua moglie, la sindaca Frontini) il tema di come lui intendesse ‘proteggere’ la moglie sindaca e la maggioranza”. Nella nota stampa, Bruzziches trascrive quello che sembrerebbe essere il contenuto di una registrazione audio, forse quella stessa registrazione depositata in procura mesi prima. A parlare sarebbe Fabio Cavini: "Mi devo sempre preoccupare per il domani, è uno dei miei compiti. E il domani è la tutela della maggioranza, prima di Chiara poi della maggioranza. Allora io, noi, quando vogliamo colpire o abbiamo qualcosa o la inventiamo. Ora proprio come fare non te lo dico e questo lo facciamo in casi estremi. No… questo a tua conoscenza. Non siamo dei principianti, se io voglio fare male capisco chi del tuo stato di famiglia ("Soprattutto se so che stai a fa'…", interviene la sindaca) è più debole e poi vado a colpire quella persona. O ce l'ha o gliela creo. Purtroppo io sono la sua anima nera ed è per questo che sono molto odiato, perché a volte devo fare delle cose anche molto brutte a volte molto belle ma purtroppo, come diceva appunto Rino Formica, ‘sangue e merda’. Quindi sappiamo come fare. Vedi… la Chiatti adesso è nella fase in cui riflettiamo, perché se lei non fa danni noi non reagiremo". Bruzziches conclude affermando di aver adito le vie legali su quanto accaduto: “Dopo un lungo periodo di repulsione nei confronti di tutto quello che riguardava il mio ruolo di consigliere, tanto che non ho partecipato ad alcuni consigli né a commissioni, è subentrato un senso forte di rispetto della legalità che mi ha determinato a proporre querela nei confronti della sindaca e di suo marito e ad abbandonare la maggioranza senza rimorso alcuno".

LE POSSIBILI RIPERCUSSIONI

Ad oggi è piuttosto difficile interpretare la difficile situazione venutasi a creare in questi tre mesi. Per il momento, dalla maggioranza, nessun consigliere e nessun assessore ha ritenuto opportuno rilasciare delle dichiarazioni. Ufficialmente, sono tre i fascicoli aperti: uno sul caso Bruzziches, uno sull’atto vandalico all’auto del sindaco e uno sulla lettera minatoria. Ma nella totale riservatezza dei pm potrebbero essercene altri. Di certo, le indagini proseguono soprattutto sul filone delle presunte minacce a Bruzziches, per il quale sono state ascoltate anche diverse persone che potrebbero essere informate sui fatti. I tre mesi appena passati hanno segnato pesantemente la scena politica viterbese, che mai nella storia repubblicana era finita al centro di una raffica così intensa di scandali. Il Comune, ora, è sotto gli occhi della magistratura, che osserva il prosieguo degli eventi in attesa di giungere a delle conclusioni, qualunque esse siano.

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