POLITICA

Il verdetto delle comunali: l'alleanza Pd-M5s è vincente, il centrodestra perde se si divide

Da Tarquinia e Civitavecchia due segnali molto importanti per il centrodestra e il centrosinistra

Il grande giro di valzer per il rinnovo dei sindaci e dei consigli comunali nella Tuscia è terminato ufficialmente ieri, con il ballottaggio a Tarquinia che ha visto vincere nettamente il centrosinistra. Ora non ci saranno più elezioni fino al 2026 ed entreremo in un biennio di calma piatta, senza campagne elettorali salvo cadute anticipate delle 60 amministrazioni della provincia. Ed è dunque tempo di riflessioni per i partiti provinciali, chiamati a soppesare i singoli risultati per trarre le dovute conclusioni in vista del futuro.

Il campo largo del centrosinistra vs il centrodestra

Il primo verdetto, in realtà, è quello più recente e arriva proprio da Tarquinia: il campo largo di centrosinistra, nella Tuscia, può davvero lottare alla pari con il centrodestra. L’esito del ballottaggio in terra etrusca lo dimostra palesemente, con l’alleanza composta da Pd, Movimento 5 stelle e Avs che ha raccolto il 70% dei consensi. Percentuali bulgare che però non devono ingannare, in quanto quella di Tarquinia è stata un’elezione segnata pesantemente dal voto di protesta contro l’uscente Alessandro Giulivi, “punito” con solo il 29% dei consensi. Il Partito democratico è uscito con le ossa rotte dalle europee, trovando decisamente più fortuna nelle comunali. Segno che, nelle tornate in cui è possibile allargare il raggio delle alleanze, coinvolgendo anche i grillini, è fattibile aumentare i consensi diventando competitivi agli occhi dell’elettorato di centrosinistra ma anche di quello moderato. Specialmente puntando su candidati civici ed estranei alla politica. Questo peraltro in un momento in cui l’ultrasinistra di Alleanza verdi e sinistra sembra attraversare una parabola ascendente nella Tuscia che non va affatto sottovalutata.

Il centrodestra separato è perdente ovunque

D'altro canto il centrodestra, grande vincitore delle europee, alle comunali ha riscosso meno fortuna nei grandi centri. A Tarquinia è arrivata una sonora batosta, mentre a Civitavecchia una cocente sconfitta. Il comune denominatore di questi risultati è il fatto che la coalizione abbia corso separata alle urne, dimostrando ancora una volta come frammentare l’elettorato sia una scelta più masochistica che profittevole. A Tarquinia Fratelli d’Italia, Forza Italia e Udc correvano insieme, mentre a mancare erano la Lega, a sua volta divisa, e i moderati della lista Rocca. I leghisti si sono separati tra chi supportava la civica Martina Tosoni e chi, invece, ha sostenuto il candidato di Rocca, Renato Bacciardi. Il risultato di questa complessa operazione è stato un tonfo elettorale della peggior specie. Se non vuole più incorrere in queste battute a vuoto, il centrodestra dovrà soffermarsi meglio sulla composizione delle coalizioni e sulla scelta di candidati sindaco che possano far andare tutti d’accordo tutti, dai meloniani ai forzisti passando per il Carroccio e i centristi.

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