Domenica, 14 Luglio 2024
GEOGRAFIA DEL MALCONTENTO

Viterbesi euroscettici, voti anti-Ue oltre il 60%

La provincia di Viterbo, insieme a quella di Rieti, ha garantito più voti in favore di partiti euroscettici. La rabbia contro l'Europa parte delle zone rurali: lo studio del Comitato delle regioni

Viterbesi euroscettici. È quanto emerge da uno studio del Comitato delle regioni che ha analizzato i voti delle ultime elezioni. Alle nazionali il 48,33% dei viterbesi ha preferito partiti fortemente euroscettici, il 61,16% partiti anti-Europa tra il duro e il moderato e il 12,82% moderatamente euroscettici. Leggermente in calo, invece, le percentuali alle elezioni locali. Il 45,35% ha scelto partiti fortemente anti-Ue, il 52,18 tra il duro e il moderato e il 6,83% partiti moderatamente euroscettici.

Le zone rurali più "arrabbiate" con l'Europa

Dalla "geografia del malcontento" mappata dallo studio del Comitato delle regioni, evidenziando in particolare il rapporto tra voti per partiti anti-Ue e le campagne, emerge che le aree rurali sono quelle che più covano malessere e scetticismo nei confronti dell'Europa. Gli abitanti di queste zone, infatti, continuano a considerarsi "trascurati" dall'Europa. L'Italia si presenta come il paese dove la maggior parte del sostegno ai partiti anti-Ue proviene dalle aree rurali, una situazione che rischia di ripetersi o acutizzarsi alle prossime elezioni europee. Le proteste degli agricoltori hanno ricevuto immediata attenzione e risposte rapide da parte di Bruxelles, ma potrebbe non bastare a placare gli animi.

Quota di voti per i partiti euroscettici (duri e moderati) alle elezioni nazionali e subnazionali italiane 2021 e 2022-2

Ragioni della diffidenza

"In Italia, dopo il successo dei partiti euroscettici Lega e Fratelli d'Italia nelle elezioni nazionali del 2022, il voto euroscettico nelle successive elezioni regionali è rimasto significativo, anche se relativamente più basso", si legge nel rapporto. Da vari anni Bruxelles è diventata il capro espiatorio di tutte le decisioni che suscitano "mal di pancia" nelle popolazioni. Questa narrativa, sostengono gli autori dello studio, attecchisce meglio nelle zone rurali, soprattutto grazie a tre fattori: il persistere della recessione economica e industriale, le limitate opportunità di istruzione e le prospettive occupazionali locali.

Rieti capitale degli euroscettici, ma Viterbo non è da meno

Secondo gli autori dello studio, due dei tre partiti che hanno vinto le elezioni italiane nel 2021 sono da considerarsi "fortemente euroscettici": Lega e Fratelli d'Italia. Le uniche aree rurali in cui i partiti anti-Ue alle ultime elezioni nazionali non hanno raggiunto il 50% dei voti sono state la provincia autonoma di Bolzano (fermi al 21%), la provincia di Siena in Toscana (42%), quella di Benevento in Campania (46%) e di Vibo Valentia in Calabria (46%).

In merito alle amministrative nel 2022 lo studio si è concentrato su sei regioni (Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Molise, Sicilia, Trentino Alto Adige/Südtirol), rappresentative di economie diverse e differenti concentrazioni tra popolazione urbana e rurale. Anche in questa occasione le coalizioni di centrodestra sono emerse vittoriose, con la sola eccezione della provincia autonoma di Bolzano. In questo caso la quota di voti euroscettici è risultata superiore al 50% solo in sette delle 34 province considerate, con un calo rispetto al voto nazionale.

Il voto Euroscettico nelle aree rurali italiani alle ultime elezioni nazionali e amministrative-2

"Mentre sei delle sette regioni rurali avevano una percentuale di voti euroscettici superiore al 50% - analizza il rapporto -, questo numero è sceso a due su sette nelle elezioni locali, con solo Viterbo e Rieti che hanno una quota di voti anti-Ue superiore al 50%". Tra le province considerate, Rieti è l'unica in cui alle amministrative risultano aumentati i voti per partiti molto critici dell'Europa. Più che un recupero di consensi dei partiti pro-Europa, nel calo ha influito la presenza di liste civiche (che hanno sottratto un po' di voti a Lega e Fratelli d'Italia) e la scarsa affluenza alle urne. A impattare la performance molto bassa del Movimento 5 stelle, che pure rientra tra i partiti di stampo euroscettico, seppur più moderato. "Al contrario - evidenzia lo studio - nelle province di Rieti e Viterbo, le uniche aree rurali dove il voto euroscettico ha superato il 50%, la lista civica che sostiene il candidato del centrodestra Francesco Rocca ha ottenuto risultati più modesti (rispettivamente 3,4% e 3,7%)".

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