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Domenica, 23 Giugno 2024
POLITICA

"Alla Zaffera poteva essere realizzata una scuola per giovani chef, i progetti di Frontini sembrano pensati per buttare soldi"

Luisa Ciambella (Per il bene comune) critica alcune opere inserite nel piano triennale dell'amministrazione

I progetti inseriti dalla giunta Frontini nel piano triennale delle opere pubbliche non convincono Luisa Ciambella, consigliera comunale e capogruppo di Per il bene comune. Nel corso del Consiglio comunale di stamani, la leader civica ha attaccato la linea programmatica della maggioranza, accusandola di aver pensato a degli elaborati che, in realtà, difficilmente sortiranno gli effetti sperati quanto a riqualificazione della città.

“Tutto questi progetti per 60 milioni di euro - ha affermato Ciambella - li vedremo, se saremo fortunati, dopo il 2029. Avete avuto un fattore C notevole dal punto di vista del ricevimento di risorse, ma questo può diventare sia una grande opportunità che un enorme boomerang. I grandi ponti tibeatani che ci renderanno tutti dei piccoli Indiana Jones, rivolti ad un turismo di nicchia, sono abbastanza lunghi da realizzare. Ai potenziali visitatori e fruitori di queste opere, oltre che ai cittadini, andrebbe spiegato che la progettazione sarà molto lunga”. La consigliera spiega nel dettaglio: “La fase di progettazione durerà 18 mesi dal momenti in cui sarà firmata la convenzione. Mettiamo caso riusciate a firmarla entro la fine dell’anno, avrete tutto il 2024 e quattro mesi del 2025 per fare appalti, contratti e assicurarli. I fondi ci sono, ma c’è la necessità di superare questa fase per entrare nella seconda”. Insomma, per Ciambella, serviranno anni interi prima di assistere alla consegna dei vari lavori messi in programma dall’amministrazione.

La consigliera poi entra nel dettaglio di alcuni elaborati: “il checkpoint alla casa di Alfio, è vero che per diventare capitale europea della cultura dobbiamo puntare sul turismo, ma serve una strategia del territorio che in questo momento non vedo. Ci siamo concentrati sul centro storico, però abbiamo rischiato di mettere dentro tutto e il contrario di tutto come appunto questo checkpoint. Nutro perplessità sulla sua utilità”. Ma non solo, dubbi li scatena anche io centro multimediale alla Zaffera: “Lì - prosegue Ciambella - c’è una lunga storia di affitti non pagati, saccheggi, demolizioni a causa di locatari inadempienti e chi più ne ha più ne metta. Quella struttura, intorno, ha San Pellegrino ed è sempre stata legata al mondo della ricettività. Lì si sono svolti grandi matrimoni e cerimonie di ogni tipo. Non poteva essere mantenuto questo filone della ristorazione, facendola diventare una scuola di cucina come la Boscolo di Tuscania?”. Le idee, a Ciambella non mancano: “Si poteva mettere in rete la Zaffera con la scuola alberghiera, per dare la possibilità a giovani chef di mettersi mostra. Significava dare continuità alla storia di quel luogo e avere la garanzia di farlo vivere. Il centro multimediale cos’è? Sembra un modo per dire ‘buttiamo soldi e ristrutturiamola’, ma dopo 2 anni potremmo essere da capo a dodici, lasciando alla città nuovi problemi”. 

Difficilmente, sostiene l’ex vicesindaca, gli  interventi verranno inaugurati da questa amministrazione. E c’è anche un rischio importante per Viterbo e i Viterbesi. “L’amministrazione Frontini - conclude Ciambella - si è trovata al centro di una congiuntura internazionale, in seguito alla pandemia globale, dove l’Europa ha deciso di elargire risorse più ampie. Dopo il 2029, quando questi 60 milioni saranno stati posati a terra, riusciremo a capire e giudicare l’amministrazione Frontini. Nel frattempo dobbiamo fare i conti con una controindicazione unica: la cantierizzazione di tutti questi progetti in maniera tale che, per fare bene, non si arrivi all’uccisione del centro storico e della città”.

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