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SANITÀ

"L'ambulatorio di anestesia non venga smantellato, è un'eccellenza di Belcolle": i pazienti scrivono alla Asl

Lettera dei pazienti dell'ambulatorio di anestesia, terapia del dolore e cure palliative all'azienda sanitaria: "Da aprile servizio erogato senza medici anestesisti"

"L’ambulatorio di anestesia, terapia del dolore e cure palliative dell'ospedale di Belcolle, diretto dal dottor Giovanni Siena, responsabile della Uosd, è un'eccellenza del presidio sanitario viterbese, è una struttura che funziona e dà risposte concrete a tanti pazienti malati. Pertanto, non deve assolutamente essere smantellato o depotenziato". Lo chiedono con una lettera i pazienti dell'ambulatorio.

"Come pazienti dell'ambulatorio di anestesia ma soprattutto a nome di tutti quei cittadini che credono nella necessità di aumentare i servizi sanitari e di non diminuirli, se ci si vuole definire davvero un paese civile, chiediamo pertanto che la Asl di Viterbo chiarisca in merito alla cessazione, a decorrere dal prossimo 31 marzo, dell'attività ambulatoriale di anestesia, terapia del dolore e cure palliative, afferente alla Uoc Anestesiologia e rianimazione dell'ospedale di Belcolle, e alla conseguente ricollocazione degli appuntamenti (ma i pazienti malati non sono pacchi da spostare!) sulle agende dell'ambulatorio Terapia del dolore, cure palliative e simultaneous afferente alla Uosd Terapia del dolore e cure palliative, come da comunicazione inviata in data 6 marzo dal direttore sanitario della Asl di Viterbo Antonio Rizzotto al dottor Siena, al dottor Stefano Donato, direttore Uoc Anestesia e rianimazione, e alla responsabile del Cup Assunta Di Carlo".

Per i pazienti dell'ambulatorio, "quello che sembra voler essere fatto passare come un trasloco, pare avere tutta l'aria di essere un servizio erogato dal primo aprile in poi senza la presenza dei medici anestesisti. Ma noi utenti, costretti a frequentare quelle stanze e qui corridoi per trovare sollievo ai nostri mali, sappiamo bene quanto la terapia del dolore sia un servizio che non può essere erogato in assenza di anestesisti. Impossibile pensare che la stessa prestazione venga somministrata altrove senza il loro supporto".

"Non sappiamo - continuano i pazienti nella lettera - se chi leggerà queste righe possa sapere cosa significa avere a che fare con patologie croniche che ti costringono a esplorare, 24 ore su 24, soglie di dolore ogni volta più profonde. Non sappiamo se sia possibile spiegare a chi ha la fortuna di non vivere questa esperienza quanta forza e quanto coraggio ci vogliano per sopportare. In questo ambulatorio noi veniamo a cercare sollievo al male e ognuno a suo modo riesce a trovarne un po' grazie a una struttura sanitaria che funziona bene. Una struttura dove la competenza, la professionalità, la cortesia e l'assoluta attenzione di medici anestesisti e infermieri allevia gli effetti peggiori delle nostre patologie croniche. Patologie che spesso non lasciano scampo, a cui siamo condannati a vita. Perché il dolore costante è come l'ergastolo da innocenti, una pena che non meriti ma che non si finisce mai di scontare. 

A volte - spiegano - le terapie a cui siamo costretti a sottoporci fiancano così tanto nel fisico e nell'animo che, stremati, abbiamo bisogno di essere assistiti dal personale medico anestesista anche per essere rianimati. Per questo non è accettabile che si proceda a un depotenziamento, peraltro giustificato sic et simpliciter come una mera “razionalizzazione organizzativa”. Il nostro benessere, la nostra dignità di pazienti, di esseri umani costretti a convivere col dolore e a cercare strumenti per sopportarlo, valgono più di ogni razionalizzazione".

I pazienti dell'ambulatorio aspettano solo una cosa: "Attendiamo un chiaro e inequivocabile dietrofront da parte della Asl di Viterbo sul depotenziamento dell'ambulatorio di anestesia, terapia del dolore e cure palliative dell'ospedale di Belcolle, a tutela dei pazienti e nel rispetto delle professionalità di assoluta eccellenza che vi operano. Se questo è il nuovo corso della sanità viterbese, non era certo così che ce lo eravamo immaginato".

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