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LA PROTESTA

Caro affitti, la protesta degli studenti in tenda fuori all’Unitus: “Vogliamo un’università più accessibile”

Il sindacato Percorso con le tende fuori al Blocco B dell’Unitus a Riello

Il caro affitti si sta facendo sentire in tutta Italia, particolarmente nelle città universitarie, in cui gli studenti, per seguire le lezioni, sono costretti a prendere stanze o case a prezzi mensili altissimi. Un problema per loro ed anche per le famiglie, che devono sostenerli negli studi. Una situazione che colpisce, seppur in misura minore, pure Viterbo. Infatti, oggi pomeriggio, al Riello, fuori al Blocco B dell’Unitus, i ragazzi di Percorso si sono radunati con le tende in segno di protesta.

“Percorso è un sindacato nato due anni fa - spiegano a ViterboToday - con l’intento di proteggere il diritto allo studio, combattere le carenze nei trasporti e ridurre le tasse universitarie. Una battaglia volta a rendere l’università un luogo più accessibile”. Insieme ad altre sigle, hanno deciso di aderire all’iniziativa di protesta contro il caro affitti: “L’idea è partita dall’Udu, l’unione degli studenti, dalla Cgil e dal Sunia. Noi partecipiamo per costruire una consapevolezza all’interno dell’ateneo su quel che stiamo vivendo come comunità studentesca in tutto il Paese”. L’idea è farlo attraverso uno strumento: “Promuoviamo un questionario con alcune domande per capire come vivono i fuorisede e i pendolari. Ad esempio chiediamo quale sia la qualità dei trasporti, quanto tempo ci mettano ad arrivare in aula, se l’affitto è alto, quanto e qual è la condizione delle stanze o delle case che affittano”. 

Una sorta di indagine che ha uno scopo preciso: “Quello di fare una raccolta dati da poter utilizzare per formulare delle richieste specifiche al Ministero e alla Regione”. Certo, nella città dei Papi le cose non vanno come altre località: “Viterbo - dicono - vive in una condizione diversa rispetto a Roma, da noi c’è un esaurimento del mercato e di stanze non ce ne sono perché vanno a ruba. Per questo l’intento è quello di creare consapevolezza, così da far rendere conto ad altri ragazzi come vivono i loro coetanei nel resto d’Italia”. “La cosa positiva - concludono i ragazzi di Percorso - è che, tramite quest’analisi del questionario, potremo avere dei dati puntuali e dettagliati su Viterbo. Come detto, l’intento è formulare delle proposte in Cnsu condivise assieme all’Udu, alla Cgil e al Sunia, per poi sottoporle anche al governo, così che possano essere strutturate politiche concrete per rendere l’università più accessibile”.  

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