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Domenica, 23 Giugno 2024
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Gita del 2 giugno: cinque borghi del Lazio da visitare

Ecco qualche suggerimento in vista della Festa della Repubblica

C'è chi si recherà al mare, chi non tarderà a prepararsi per un'escursione in montagna, chi invece sceglierà il lago. Le opzioni per una gita fuori porta in occasione del 2 giugno - festa della Repubblica - sono davvero infinite. Per chi desidera invece perdersi tra antiche viuzze e borghi dal fascino antico, il Lazio offre una miriade di possibilità. Ecco alcune mete dove trascorrere una giornata ammirando le bellezze di luoghi davvero senza tempo.

Atina: la città di Saturno

Atina, capoluogo storico della Valle di Comino, vanta origini antichissime: dalla leggendaria fondazione del dio Saturno durante la mitica età dell’oro, all’alleanza con i Latini contro Enea, cantata dal poeta Virgilio, che definì la città “potens” (potente), forse per i vicini giacimenti metalliferi dei Monti della Meta. 

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Castel Gandolfo

Il nome deriva da un castello fatto erigere dalla famiglia romana Gandolfi nel sec. XII. Sul sito dell’attuale Castel Gandolfo sorgeva Alba Longa, fondata, secondo la tradizione, dal figlio di Enea, Ascanio. La città madre dei Latini (il toponimo rimanda al lago Albano) fu distrutta dai Romani nel VII sec. a.C.

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Greccio: la città del presepe

Secondo la storiografia locale, le origini di Greccio risalgono al Medioevo. Il Greccio dei nostri giorni, con i suoi 1554 abitanti, la cui fama è legata alla rappresentazione francescana del primo Presepio Vivente, ha valicato le frontiere del mondo portando quel messaggio di pace e di fraternità che nella notte di Natale del 1223, il Poverello di Assisi, proprio da qui ha consegnato alle generazioni future.

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Nemi: una perla tra i boschi

Il toponimo di Nemi è legato al sostantivo della lingua latina “nemus” (“bosco”): con questa semplice denominazione, spesso accompagnata da aggettivi o complementi di specificazione (“nemusDianae”, “nemusAricinum”, “nemusArtemisium”, “Cynthiaefanum”), era conosciuto il tempio di Diana che sorgeva sulle sponde del lago di Nemi.

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Sperlonga

Plinio ricorda il “luogo della spelonca”; “si aprono qui – aggiunge Strabone – caverne grandissime e contenenti grandi e ricche abitazioni”.Borgo marinaro a metà strada tra Napoli e Roma, arroccato in cima a uno sperone roccioso, con gli intonaci bianchi di calce, con archi, scalette e viuzze che si aprono e si nascondono, s’inerpicano e ridiscendono fino a scivolare al mare.

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