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Domenica, 25 Febbraio 2024
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Gli Ussari, i Nasi Rossi e "la pitalata": Ronciglione e il suo Carnevale storico

Dal giovedì grasso fino al mercoledì delle ceneri le chiavi della città vengono custodite da Re Carnevale che dà libero sfogo a tutta la propria creatività fino al momento del suo "funerale" e della fiaccolata finale

Una tradizione lunga, articolata e ricca di significato quella che lega Ronciglione ai festeggiamenti carnevaleschi. Non a caso, quello che ogni anno va in scena lungo strade e piazze del borgo viterbese, è considerato tra i più antichi dell'Italia centrale e tra i 10 più belli d'Italia.

Origini del Carnevale di Ronciglione

Delle prime tracce sono censite nelle cronache del 1538. All'epoca papa Paolo III Farnese per festeggiare l’investitura del figlio Pier Luigi Farnese a duca di Castro e Ronciglione concesse tre giorni di bagordi. Da allora, ogni anno, per cinque giorni il centro storico della cittadina diventa un baccanale a cielo aperto. Dal giovedì grasso fino al mercoledì delle ceneri le chiavi della città vengono custodite da Re Carnevale che dà libero sfogo a tutta la propria creatività fino al momento del suo "funerale" e della fiaccolata finale.

Dall'edizione 2018 i festeggiamenti dell'epoca moderna si sono arricchiti della Carnival SoapBox Race, una parata tra vetture senza motore i cui conducenti rigorosamente in maschera competono sul miglior tempo e sull’originalità sfrecciando per le vie del paese. E poi c'è il Carnevale Jotto, la giornata gastronomica durante la quale Polentari, Faciolari, Tripparoli, Fregnacciari e Frittellari rendono la piazza una grande sala da pranzo. E poi ancora il Corso di Gala, i carri allegorici e le musiche della Banda Cittadina “Alceo Cantiani”. Durante le giornate di sabato e martedì grasso torna anche il Carnevale della Notte con sfilate di giovanissimi a caccia di mascheramenti e costumi sempre più originali.

GALLERY | Alvaro Vitali e Antonella Elia al carnevale di Ronciglione

Gli Ussari

Tra le presenze insolite del Carnevale c'è quella degli Ussari: un gruppo di cavalieri, vestiti con costumi del XIX secolo, che si lancia in una cavalcata per le vie del paese. Leggenda narra che un capitano degli ussari francesi, di stanza a Ronciglione in difesa dello Stato Pontificio, innamoratosi di una bella dama, per pavoneggiarsi davanti ai suoi occhi sfilò più volte alla testa dei suoi dragoni, dando così origine alla tradizione.

Nasi rossi

Capitolo a parte meritano i Nasi Rossi, ovvero gli adoratori di Bacco. Sono proprio loro che danno vita al rituale de "la pitalata". Calano in gruppo sulla piazza come fossero un esercito con i loro “pitali” pieni di succulenti rigatoni e brandendo in aria minacciosi i loro forchettoni. Una società la cui fondazione è datata 1900 quando, pare, due barbieri e due calzolai del luogo ritrovatosi in un'osteria del paese, tra un bicchiere e l’altro, uno di loro raccontò che al mattino si era accorto di avere il naso completamente rosso. Dopo un attimo di esitazione si era ricordato che la sera prima, a causa del troppo vino rosso bevuto, aveva scolato per sbaglio i rigatoni nel vaso da notte per poi condirli con il sugo di carne e una manciata di pecorino e meno male che la "particolare" scodella era pulita. Per ricordare questo ilare fatto, i quattro amici lo stesso giorno, proprio durante il carnevale, decisero di fondare la “Società dei Nasi Rossi” fatta di bontemponi, mangiatori e bevitori.

Compagnia della Penitenza

Dal 1986 questa confraternita ha il compito di preparare e accompagnare il funerale di Re Carnevale. Gli appartenenti sfilano incappucciati il martedì grasso, per catturare e cacciare il "Re Carnevale". Ancora oggi Re Carnevale, che è rappresentato da un pupazzo di cartapesta, viene portato in cielo da un coloratissimo globo aerostatico il martedì sera in piazza della Nave. Oltre alla antica Compagnia della Penitenza il funerale è accompagnato anche dalla Compagnia della Buona Morte, nata nel 2016: il suo compito è trasportare materialmente il globo aerostatico.

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