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Venerdì, 24 Maggio 2024
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La Viterbo del cinema: viaggio tra le location del Vigile, il film cult con Sordi e De Sica

Tra le pellicole più celebri girate lungo strade e piazza della città dei Papi c'è anche "Il vigile" di Luigi Zampa. Ecco gli angoli di Viterbo immortalati nel film

E pensare che il film, originariamente, avrebbe dovuto girarsi a Roma. Poi però, visto il diniego da parte del Comune che si rifiutò di concedere alcune autorizzazioni, l'aiuto regista Paolo Bianchini propose di spostare tutto a casa sua, nella sua meravigliosa terra. E così fu.

"Il vigile", la celeberrima pellicola di Luigi Zampa con protagonista Alberto Sordi, Vittorio de Sica, Marisa Merlini e Sylva Koscina, trovò casa proprio nel centro storico di Viterbo dove, tra le sue piazze, strade e trattorie, prese forma una delle storie più amate di tutti i tempi. Qui, nel 1960, la troupe cinematografica si trasferì per raccontare la storia di Otello Celletti, l'inflessibile vigile interpretato da Sordi. Un ritratto dell'Italia dell'epoca - e non solo - dove a essere messe in evidenza sono le ipocrisie dell'animo umano e quella tortuosa relazione tra forze dell'ordine e autorità politica. Le riprese si snodano tra piazza del Comune, piazza Fontana Grande, via san Lorenzo e il quartiere di san Faustino anche se, alcune riprese, sono state realizzate a Bagnaia e in prossimità di Frascati sulla via Tuscolana.

Tra le scene più iconiche c'è quella ambientata a piazzale Gramsci dove il vigile Celletti, non senza evidenti difficoltà, cerca di ripristinare la regolare circolazione dei veicoli sventolando la paletta e fischiando ai conducenti. Ma di fatto non riesce a fare altro che creare un ingorgo che paralizza il traffico. Tra le curiosità legate a questo momento c'è il fatto che, per girare la scena, rimasero coinvolti anche gli automobilisti provenienti da via della Palazzina tra cui anche il senatore, e futuro presidente della Repubblica, Giovanni Leone che casualmente passava da Viterbo.

"Ogni riferimento a fatti realmente accaduti è puramente casuale"

Benché il film uscisse nelle sale con la classica dicitura "Ogni riferimento a fatti realmente accaduti è puramente casuale", in realtà si ispirava a un fatto di cronaca accaduto nel luglio del 1959, e cioè all'episodio del vigile Ignazio Melone che si era permesso di multare per un sorpasso vietato il questore di Roma Carmelo Marzano. Quest'ultimo al contrario, sostenne che il suo sorpasso non aveva costituito un pericolo a prescindere dall'esistenza del cartello segnaletico. La vicenda venne raccontata anche nel mensile Quattroruote (fascicolo settembre 1959). Esattamente come nel film, l'inflessibilità e il rigore morale del solerte vigile vennero poi screditati da poco edificanti scoperte sulla sua famiglia, in particolar modo sulla sorella, che a Milano faceva la prostituta.

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