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Venerdì, 24 Maggio 2024
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Il miracolo del ciliegio e la sfida all'ultimo fiore: così è nata la festa dei Pugnaloni

Un momento suggestivo che ogni anno richiama visitatori provenienti da ogni angolo del Paese e che vede la partecipazione attiva di centinaia di artisti pronti a realizzare il pugnalone più bello dell'anno

Ogni terza domenica di maggio, ad Acquapendente, va in scena la festa dei Pugnaloni, celebrazione tra le più antiche dell'intera provincia e un tempo nota anche come "Festa di mezzomaggio". L'evento è organizzato dalla Pro Loco che, insieme al Comune, dà vita a un momento di grande richiamo sia turistico che non. Ma cosa sono i Pugnaloni? Di fatto si tratta di grandi tavole di legno sopra alle quali i vari gruppi della cittadina realizzano disegni utilizzando foglie e fiori. Un tripudio di colore e originalità che si mostra in tutta la sua bellezza la mattina della festa quando le opere finite vengono montate su un'intelaiatura di legno e vengono portate in processione.

La sfilata e la consegna del premio

Costruite su tavole di 2.60 per 3.6 metri, le opere vengono realizzate seguendo la tecnica del mosaico. Il giorno della festa vengono prima esposte all'interno della cattedrale del Santo Sepolcro e poi, nel primo pomeriggio, portate in processione. Successivamente i quadri vengono riportati in duomo dove rimarranno esposti per tutto l'anno. Al termine della cerimonia, i gruppi che hanno realizzato i pugnaloni si radunano nella piazza principale dove, da una finestra del palazzo comunale verrà decretato il vincitore che riceverà in consegna il trofeo realizzato da Mario Vinci nel 1983. Il premio, è una scultura in bronzo che viene passata da un vincitore all'altro e che resta per un anno in custodia al gruppo trionfante il quale, prima di riconsegnarla, farà incidere su una lamina attaccata alla base, l'anno e il nome del gruppo vincitore. Quindici dal 2007 i gruppi storici attivi nella creazione delle opere che portano il nome di zone del paese.

Il miracolo del ciliegio in fiore

L'avvenimento storico che ha dato origine alla festa è quello che si sarebbe verificato il 15 maggio 1166 quando, sotto il dominio di Barbarossa, due contadini furono testimoni di un miracolo. Secondo la tradizione i due braccianti stavano lavorando in un campo lamentandosi dell'impossibile vita che conducevano sotto la tirannia del governatore di Barbarossa e desiderando di ottenere la libertà. Uno di essi a un certo punto disse che la liberazione sarebbe stata tanto impossibile quanto la fioritura di quel ciliegio secco che era lì vicino. Miracolosamente l'albero fiorì. Questo prodigio, attribuito alla Madonna, fu interpretato come un incentivo alla rivolta: contadini e paesani armati di forche e bastoni assaltarono il castello e cacciarono il governatore.

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