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Brancaleone, il marchese del Grillo, Totò e Carolina. La Tuscia nelle pellicole di Monicelli

Un amore, quello per la provincia di Viterbo, immenso quello del regista toscano che, in molte delle sue opere più celebri, ha scelto la Tuscia come set naturale. La mappa dei film girati nel Viterbese

Un capolavoro senza tempo, irriverente e sagace. È la temibilissima "Armata Bracaleone" di Mario Monicelli, il film cult che ha trovato il proprio set naturale in terra di Tuscia. Una scelta per nulla inusuale per il regista toscano che nella provincia viterbese, nel 1957, aveva già realizzato alcune riprese del film "Il medico e lo stregone", le cui ambientazioni ritraggono San Martino al Cimino, Valentano, Grotte Santo Stefano e Civita di Bagnoregio. Prima ancora, nel 1954, alcune sequenze di "Totò e Carolina" erano state ambientate nel vecchio ospedale di Viterbo. "Il medico e lo stregone l’abbiamo girato a San Martino al Cimino - raccontò all'epoca Monicelli - conoscevo bene il paese, mi ci avevano portato in vacanza, quand’ero bambino, negli anni ‘20".

Così, ecco che nel 1966 torna nuovamente in quella terra per dare vita a "L’armata Brancaleone". Tra le location più emblematiche sono da menzionare Vitorchiano (la città infestata dal morbo della peste), Nepi (l’acquedotto, la Rocca dei Borgia e i Bastioni Farnesiani), Tuscania (inquadrature panoramiche della città e la cripta della Basilica di San Pietro), Viterbo (Palazzo Chigi e la Strada Signorino), la Torre di Chia e i due laghi (Vico e Bolsena). “L’armata Brancaleone - disse il maestro Monicelli quando nel 2008 durante il Tuscia Film Fest - l’abbiamo girato, almeno il 60%, nel viterbese: a Canino, dove c’è un conventino abbandonato, però molto carino, che abbiamo tutto attrezzato per ambientarci una battaglia, a Vulci e a Oriolo Romano, in un palazzo principesco”.

E ancora, per il sequel "Brancaleone alle crociate" (1970), il regista e il cast tornano al Lago di Vico e Nepi. Tra i due Brancaleone, Monicelli gira alcune sequenze della commedia satirica Toh è morta la nonna! (1969) nel centro di Tuscania. A Tarquinia invece colloca scene importanti di Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno (1984) e Speriamo che sia femmina (1986). Il marchese del Grillo (1981), altro capolavoro della commedia firmato da Monicelli, annovera diversi set tra la faggeta Soriano nel Cimino, il Lago di Vico e Tarquinia.

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