Mercoledì, 17 Luglio 2024
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Marturanum, la porta dell'Etruria: alla scoperta del "parco degli etruschi"

Il parco è stato istituito nel 1984 e fa parte del comune di Barbarano Romano estendendosi in un'area compresa tra i monti della Tolfa e le alture prossime al lago di Vico

Non è raro incontrare gatti selvatici, cinghiali, marmotte e pure qualche lupo. Altrettanto comune poi, è imbattersi nei resti di facciate rupestri di tombe etrusche. Il Parco Regionale del Marturanum è quello che comunemente viene definito un vero e proprio luogo delle meraviglie che sorge su un territorio modellato dall’attività vulcanica le cui colate hanno depositato il tipico tufo rosso a scorie nere.

Il parco è stato istituito nel 1984 e fa parte del comune di Barbarano Romano estendendosi in un'area compresa tra i monti della Tolfa e le alture prossime al lago di Vico. Nell'area sono presenti resti archeologici risalenti all'età del Bronzo. Immancabili poi le testimonianze romane anche se il  ruolo da protagonisti lo giocano soprattutto i resti della civiltà etrusca che, in questo luogo, aveva edificato un insediamento di particolare importanza. Sono oltre 2.000 gli edifici funebri recuperati in questa zona. Una presenza così massiccia che ha fatto conquistare a questo angolo della provincia di Viterbo venisse l'appellativo di "parco degli etruschi".

Necropoli di San Giuliano

Secondo gli studiosi nessun'altra necropoli etrusca vanta la varietà di costruzioni così ampie come quelle che si trovano a San Giuliano. Un luogo imprescindibile per tutti coloro che intendono approfondire la conoscenza dell'antica popolazione italica e ammirare i manufatto in un luogo unico. Il sito risale al VII secolo a.C. e sorge in prossimità di una rupe tufacea. Il cammino del visitatore inizia dalle tombe del Tumulo del Caiolo, dei Carri e dei Letti. Andando avanti lungo il sentiero che degrada verso il vallone, si trovano altre sepolture tra cui quelle delle Palazzine. La struttura più importante di tutto il complesso è il sacrario della Regina, che presenta una facciata di dieci metri. Di valore anche la tomba del Cervo, sulla quale è possibile ammirare una scultura a bassorilievo raffigurante il combattimento tra un cervo e un lupo. Infine, attraversando un ponte di legno si arriva alla rocca tufacea di San Giuliano dove sono ospitati i resti dell'omonima chiesa. Accanto a essa si trovano il bagno romano, una piscina coperta scavata nel tufo, che offre una splendida vista sul vallone sottostante.

Morfologia e specie del parco

La zona è attraversata dai fiumi Biedano e Vesca ed è caratterizzata da valloni tufacei ricoperti di vegetazione dove si alternano pascoli e boschi. Qui sono presenti oltre 70 specie di uccelli e l'habitat è il luogo perfetto per il gatto selvatico, la martora, la lepre italica, il cinghiale, la volpe, l’istrice, la donnola, lo scoiattolo, il lupo.

Trekking e sentieri

La valle dei Biedano si contraddistingue anche per la sua conformazione unica e spettacolare con canyon tufacei percorribili a piedi. Ecco alcuni sentieri percorribili all'interno del parco.

  • Sentiero archeologico-naturalistico “Caiolo”: percorrendolo si potranno visitare le più belle e interessanti tombe etrusche nella necropoli di San Giuliano;
  • Sentiero “Bosco della Bandita-Via Clodia”: una rilassante passeggiata alla scoperta, ma ta le meraviglie della vegetazione, dei resti della via Clodia, di ruderi di età romana, punti panoramici da sogno e molto altro ancora;
  • Sentiero “Valloni”: un percorso che collega il borgo di Barbarano Romano a quello di Blera fatto di piccole dighe, cunicoli, mulini, grotte e cave;
  • Sentiero “Caiolo-Greppo Cenale”: parte dall’alto per scendere nella necropoli con tombe rupestri del V-IV e III secolo a.C;
  • Sentiero “Fonte di Pisciarello-tomba Cima”: partendo dal borgo conduce alla necropoli del Cima, mentre al ritorno si può deviare per la cava di Sarignano, la forra del Biedano fino a tornare al punto di partenza, Barbarano Romano.

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