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Sabato, 13 Aprile 2024
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Tonde, croccanti e dal sapore unico: ecco le nocciole della Tuscia

Secondo alcune ricostruzioni, il legame di questo frutto con il territorio affonderebbe le proprie radici in epoche antichissime tanto da convincere gli studiosi che la Tonda Gentile fosse presente già in epoca pre romana

È la Tonda Gentile romana il frutto tipica della Tuscia. Una varietà antica, coltivata da oltre 8.000 famiglie in più di 30 capoluoghi della provincia di Viterbo. Tra le coltivazioni tipiche della provincia del Lazio del nord, c'è sicuramente quella della nocciola.

Secondo alcune ricostruzioni, il legame di questo frutto con il territorio affonderebbe le proprie radici in epoche antichissime tanto da convincere gli studiosi che la Tonda Gentile fosse presente già in epoca pre romana. È stato però negli anni '60 dello scorso secolo che l'industria agraria ha spinto su tale produzione. Un'accelerata così tanto vistosa da rendere la Tuscia uno dei territori di maggiore coltivazione di tutta l’Italia. Non è infatti un caso che, oltre al Piemomente, alla Campania e alla Sicilia, il Lazio sia una delle regioni dove i numeri riguardanti la produzione di nocciole sia tra le più consistenti. Nella Tuscia, oltre alla Tonda Gentile, si trovano altre due varietà di nocciole: il nocchione e la tonda di giffoni. Le piante, grazie alle peculiarità territoriali e climatiche della Tuscia, producono delle nocciole uniche nel loro genere sopratutto per il sapore e per la compattezza. I suoli principalmente vulcanici della provincia di Viterbo e il clima mite che c’è intorno ai Monti Cimini sono un connubio perfetto per la produzione della nocciola.

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