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Martedì, 27 Febbraio 2024
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"Picino" e quei 13 Palii vinti. Il mito del fantino viterbese che fece innamorare piazza del Campo

Angelo Meloni è stato uno dei fantini più vittoriosi del Novecento del Palio di Siena

Di fantini come lui il Palio di Siena non ne ha visti molti. Un concentrato di determinazione, grinta, capacità e passione. Questo era Angelo Meloni, al secolo “Picino” (piccolo in dialetto ndr). Nato a Canepina nel Viterbese l’8 marzo 1880 il suo destino si è legato a quello della corsa ippica più celebre di tutta Italia trasformando il suo nome in vera e propria leggenda.

Figlio d’arte - il padre Filippo, detto Barbone, corse senza mai vincere quattro palii - esordì in piazza del Campo il 4 luglio 1897 a 17 anni correndo per il Nicchio. Nello stesso anno il padre morì e il fantino laziale, per motivi di sicurezza dovuti a un debutto in corsa non del tutto liscio, lasciò Siena. In città tornerà nel 1902 e, dopo due buone prove alle carriere di luglio e di agosto rispettivamente con Leocorno e Lupa, Picino vestirà il giubbetto del Montone nel palio straordinario del 28 settembre. In quella occasione il cavallo da montare era la saura di Remigio Bellini conosciuto come il più forte barbero del lotto. Un dettaglio di non poco conto che testimonia la grande fiducia riposta nei confronti del giovane fantino il quale, durante quel palio diede spettacolo. Alla mossa scattò subito primo e mantenne il comando fino alla fine. Uno spettacolo unico che lo consacrò nell'olimpo senese.

I successi e le contrade

Una carriera lunga e ricca di successi oltre che di avventure mozzafiato. Ha vinto 13 palii su 52 corsi, vinto per 7 contrade su 15, è caduto 7 volte, ha vinto scosso (cavallo al traguardo senza fantino) 1 volta è arrivato secondo 12 volte. Per numero di vittorie è il secondo fantino più vittorioso del Novecento. A battere il suo record ci ha pensato Aceto che il 3 luglio 1992 si aggiudicò il suo 14esimo trofeo. Picino ha trionfato quattro volte coi colori dell'Oca e Valdimontone e una volta con: Leocorno, Drago, Istrice, Chiocciola e Onda. Ha corso almeno una volta per tutte le contrade, tranne per Pantera e Bruco.

La scheda completa di Piceno

L’ultima corsa di Picino

Dell'ultima corsa, disputata il 2 luglio 1933, si racconta un curioso aneddoto. Picino corre per la Lupa su Wally e parte di rincorsa, in una carriera che vede come grande favorita la Tartuca con Ganascia su  Folco. Dopo pochi metri la Tartuca si porta in testa. Picino riesce ad affiancarsi a Ganascia. Tra il vecchio e il giovane campione prende avvio un furioso duello a nerbate dal quale, per la notevole mole fisica e anche per la giovane età, esce vittorioso il fantino tartuchino, mentre Picino cade a terra sfinito e dolorante. A fine carriera Picino si avvicina a Ganascia e gli chiede “Ma perché mi hai nerbato in quel modo? Sono solo un povero vecchio…"; “Perché sei una volpe!” risponde Ganascia, ben conscio del "pericolo" che Picino poteva ancora costituire. Le nerbate tuttavia avranno un seguito. Il figlio di Picino, Corrado Meloni detto Meloncino (che ha già esordito l'anno prima con l'Onda) non la perdonerà a Ganascia e tra i due fantini si instaurerà, pare anche per motivi sentimentali, un'accesa rivalità.

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