Mercoledì, 17 Luglio 2024
social

San Giovanni: la notte delle streghe italiche tra riti, credenze e acque magiche

La vigilia del santo patrono di Roma era solitamente denominata come la “notte delle streghe”

La tradizione popolare indica la notte di San Giovanni - quella tra il 23 e il 24 giugno - come il momento magico per eccellenza dell'anno. Una festa religiosa che però, come molte altre, porta con sé una buona dose di profanità.

La vigilia del santo patrono di Roma era solitamente denominata come la “notte delle streghe”. Dal calar del sole esse, secondo le credenze, venivano chiamate a raccolta sui patri del Laterano dai fantasmi di Erodiade e di sua figlia Salomè, dannate per aver causato la decapitazione del santo, e andassero in giro per la città a catturare le anime prima di proseguire per Benevento, città delle streghe per eccellenza. Un viaggio che, qualcuno, ha detto potesse contare anche su qualche deviazione arrivando a toccare anche angoli della Tuscia visto che, in provincia di Viterbo, è Calcata a detenere il titolo di città delle streghe. Qui durante la più breve notte dell'anno le streghe si sarebbero radunate nei crocicchi delle strade per espletare i loro sortilegi.

I rituali anti streghe

Alla rugiada prodotta durante questa notte venivano poi attribuiti poteri curativi. Altro protagonista indiscusso era l'aglio, “Chi non compra aglio a San Giovanni, è povero tutto l’anno”. E poi la raccolta delle erbe, i fuochi accesi e la preparazione del nocino. Da ultimo immancabile la preparazione dell'acqua di San Giovanni. Dopo aver raccolto erbe e fiori li si immergeva in una bacinella colma d'acqua che si lasciava per tutta la notte fuori casa. La mattina successiva le donne prendevano quest’acqua e si lavavano con essa poiché si diceva che preservasse la loro bellezza e allontanasse le malattie.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

San Giovanni: la notte delle streghe italiche tra riti, credenze e acque magiche
ViterboToday è in caricamento