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Domenica, 14 Aprile 2024
Calcio

Orazio Francesco Piazza (vescovo di Viterbo): "Tifo Juve da sempre, ho conosciuto anche Del Piero"

"Don Franco" esce allo scoperto: "Io vivevo in una casa di napoletani e si sono convertiti con me, eccetto mio padre"

Orazio Francesco Piazza, vescovo di Viterbo conosciuto anche come "don Franco", ai microfoni di Radio Bianconera ha rivelato la sua fede juventina, raccontando come nacque la sua passione per la Vecchia Signora.

"La mia juventinità parte dall'infanzia: io ho imparato da mio fratello, che giocava in porta e indossava da maglia di Mattrel (portiere della Juventus tra gli anni '50 e '60, ndr). Da lì mi sono avviato alla juventinità. Io vivevo in una casa di napoletani: si sono convertiti con me, eccetto mio padre, che era un tifosissimo del Napoli. Un giorno, quando abbiamo vinto 6-2 contro il Napoli di Vinício, mi cacciò di casa. La mia juventinità è bella e serena: ho conosciuto tanti giocatori: da Zoff a Rossi, passando per Tardelli fino ad arrivare al grande capitano Del Piero. Ma anche oggi ce ne sono altri, sopratttutto tra i giovani, che stanno cominciando a capire il senso della maglia che portano. Piano piano ci stanno entrando: domenica ho visto una compattezza e una solidità che comincia a divenatare preoccupazione per gli avversari".

"A proposito di avversari, lancio un appello ai miei amici "gobbi": non perdiamo tempo a tifare contro gli altri. Abbiamo da pensare alla nostra Juve. E soprattutto non cadiamo nella trappola di quei beceri inni contrari, che, poi, ledono la dignità delle persone. Dobbiamo pensare alla nostra storia e a ricominciare un cammino di estrema qualità e, soprattutto, raccontare uno stile che ci ha sempre contraddistinto e che, pian piano, sta ridiventando evidente. Però, vorrei far riflettere i miei amici tifosi su come possono cambiare le valutazioni delle persone. Guardiamo Vlahovic: quando aveva un'altra maglia era amato e osannato, appena ha un'altra maglia diventa oggetto becero di attacchi razzisti. Questo non deve mai appartenerci: noi rispettiamo le persone, le amiamo nella nostra maglia e anche quando dovessero cambiare maglia, li rispetteremo come persone. La nostra è la forza di una squadra che lotta e si impegna".

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