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IL RITORNO DI FIAMMA

Piero Camilli torna ed è più indiavolato che mai: "C'è la volontà politica di non darmi la Viterbese e il Rocchi"

L'ex presidente del club gialloblù torna a parlare della situazione relativa alla mancata assegnazione dello stadio Rocchi alla Fc Viterbo. E come al solito non le ha mandate a dire

È lui, l’unico ed inconfondibile. Ne è passato di tempo da quel maggio 2019, quando la sua immagine venne associata per l’ultima volta al calcio viterbese prima della rottura con i tifosi e la città. Piero Camilli è tornato, ed è più indiavolato che mai. Il patron di Ilco, ex presidente, tra le tante, di Grosseto e Pisa, stamani si è rifatto vedere nella cittá dei Papi per una conferenza stampa nella quale, nel pieno rispetto del suo stile vulcanico, non le ha certo mandate a dire. L’oggetto dell’incontro con i giornali, chiaramente, non poteva che essere la questione relativa alla mancata assegnazione dell’Enrico Rocchi alla Faul Cimini Viterbo, società della quale Camilli è sponsor. La storia la conoscono ormai tutti: la società sarebbe dovuta passare sotto il suo controllo, una volta che l’impianto di via della Palazzina fosse stato dato in gestione ai gialloblù, ma l’amministrazione Frontini ha negato questa possibilità adducendo a dei requisiti che la Faul non avrebbe avuto in regola al momento del bando.

Camilli, anzitutto, tiene a precisare una cosa ben chiara. In risposta a tutti quelli che storcevano il naso su un suo possibile ritorno a Viterbo, ha afferma in maniera sibillina: “In questa città ho 100 locali di mia proprietà e vengo quando cazzo mi pare”. Tanto per essere espliciti. E poi la premessa: “Prima di venire qui Frontini si è raccomandata, dicendomi di non esagerare”. E, infatti, lui ha fatto esattamente tutto il contrario, sparando ad alzo zero sull’amministrazione e sugli uffici comunali. Camilli parte a razzo: “Al massimo - ha detto - avrebbero potuto annullare il bando e riaprirlo, se davvero le motivazioni sono quelle che hanno elencato. Invece a loro fa comodo andare avanti cosi perché c’è il Pnrr che è una bella polpetta. Mi dissero che Romano, l’innominato, aveva promesso di mettere 1 mln e mezzo sullo stadio, io ho detto subito di no.  A quel punto - racconta - Aronne a tavola ha cominciato a fantasticare dicendo che lo stadio è un asset importante e che ci avrebbero portato pure il rugby… io capii e lasciai stare”. Per il Comandante c’è qualcosa che non va: “Guardate chi ha fatto i progetti, chi li ha presi e capirete tutto. Io ho dato fastidio perchè mettevo punti e virgole. Potevano trovare mille soluzioni, si chiudeva questo bando, si riapriva e mi assegnavano lo stadio, invece no”. 

Anche perché, secondo Camilli, la procedura è sbagliata: “Il bene è della Fegione, ecco perché prima il Rocchi lo davano gratuitamente. In Comune hanno fatto qualcosa che non potevano fare, la situazione è grave. Grazie a Sabatini e Panunzi si è risolta, perchè loro (i frontiniani, ndr) non parlano con la Regione”. E qui cominciano i primi attacchi: “Io sono in politica da quando ero un ragazzino, ma questi dov’erano? Ho conosciuto tutti, destra e sinistra, ma loro no. Non hanno capacità amministrativa e non mi vergogno a dire che a detti una mano a Frontini alle elezioni. Ho sbagliato. Pensavo desse una pulita al vecchiume e invece dalla padella siamo passati alla brace”. È solo la prima di una serie di stoccate, scappa pure un “ma che cazzo vuole Aronne che non sa neanche di che parliamo?”, riferito all’assessore all’Urbanistica. Su Stefano Peruzzo, dirigente del VII settore, il giudizio è lapidario: “Mi dicono sia un deus ex machina che comanda tutto, io lo avrei cacciato in due minuti solo per come sono tenuti gli stadi”. Infine, la considerazione proprio sulla prima cittadina: “Con lei il discorso è chiuso. Mi ha chiesto di darle una mano perché tutti mi cercavano ed io mi sono messo a disposizione. E poi eccoci qua. Mi disse che avrei avuto il campo per Santa Rosa, ero diffidente e avevo ragione”. 

Per Camilli, senza stadio il progetto che aveva in mente con la Faul Cimini è destinato ad essere azzoppato: “I giocatori sarebbero venuti qui, pure quelli di Serie A avrei portato. Ma a Vignanello, senza di me, no. Io ho delle garanzie economiche e di crescita, non potevo investire su Vignanello perchè io ho soldi veri e non faccio operazioni per riciclare denaro”. E, dietro al niet del Comune, ci sarebbe una motivazione: “C’è l’intenzione politica di non darci il Rocchi. Io dico quello che penso, non ho bisogno di trovare qualcosa con cui campare. Il Comune ha commesso un errore madornale, a me gli intrighi politici fanno schifo. Io sono un uomo di destra, lo sanno tutti, ma non ho mai espresso la mia preferenza politica quando ero presidente di un club”. Camilli è un fiume in piena: “Si devono vergognare di quello che hanno fatto nei miei confronti e nei confronti dei tifosi. Vogliono fare il campo di tutte le società? Ma se costa milioni di manutenzione, chi lo gestisce?”.

Ribadisce ancora una volta il suo concetto: “Io sono sindaco a Grotte di Castro, se un bando va male lo chiudo e lo rifaccio. E se non c’è nessuno poi vado a trattativa privata. Qui invece si chiede il Duf, il Durc, il daf, il dif, pinc, panc. A Viterbo avete avuto gente della peggior razza: truffatori, imbroglioni, bancarottieri. E a me è stato riservato questo trattamento”. Camilli dice, e questo non è certamente un mistero, quel che pensa senza peli sulla lingua: “Ad una certa politica viterbese piace quando la squadra va male, se fallisce meglio ancora. Il problema è che in altre piazze, se mandano la società della città a giocare fuori, accadono le rivoluzioni. Una squadra senza stadio fa sì che entrambe le cose non valgano niente”. 

Tuttavia, sul futuro patron Piero sembra lanciare, a modo suo, segnali distensivi: “Adesso finiamo il campionato a Vignanello, se mi danno il Rocchi allora il progetto Faul può decollare. La gente vuole il calcio vero, con tutto il rispetto per le squadre di terza categoria. Far ripartire quel cesso di stadio per come è ridotto sarà difficile, fare gli amministratori di condominio è una cosa ma amministrare un Comune è una roba seria”. La chiosa camilliana è abbastanza eloquente: “Io reputo di essere nel giusto, loro invece hanno fatto mille errori. Li riparassero, revocassero tutto, ci diano lo stadio gratis fino a giugno e poi stipuliamo 4-5 anni di convenzione così da programmare un progetto sportivo serio”. Un’offerta c’è, dunque. Ma sarà da vedere se Frontini ed i suoi intenderanno accettarla.

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