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Lo stadio Rocchi ridotto a un campo di patate: irrigazione tutti i giorni e l'erba cresce a dismisura...

Le condizioni del manto erboso dell'impianto di via della Palazzina preoccupano i tifosi: in questi mesi gli irrigatori non si sono mai fermati

Un campo di patate in pieno centro storico. No, non siamo tornati indietro di qualche decennio, quando fuori le mura c'era ancora qualche timido spazio verde che ben presto avrebbe lasciato il posto a palazzine e colate di cemento. Il campo di patate in questione si trova in via della Palazzina ed è nientemeno che l'Enrico Rocchi, il tempio del football gialloblù oramai caduto in disgrazia assieme a tutto il movimento calcistico nostrano, rimasto orfano della Viterbese (quella di Romano, ritiratasi dal campionato di Promozione a metà stagione) e ancora diffidente nei contronti della neonata Fc Viterbo, che avrebbe dovuto raccoglierne l'eredità.

Da giugno 2023 il Rocchi è letteralmente disabitato per le questioni burocratiche ormai note da diverso tempo ai tifosi. Comune e Regione continuano a lavorare per sbrigliare la matassa dell'accatastamento, la cui richiesta da palazzo dei Priori potrebbe arrivare a breve, al fine di far partire i lavori di ristrutturazione finanziati con il Pnrr, e far partire il tanto agognato bando per l'affidamento. Nel frattempo, però, si sta ponendo un ulteriore problema. Un problema molto grosso.

Se è assai probabile che il Rocchi venga affidato a una società (qualunque essa sia), al tempo stesso è altamente possibile che, oltre ai lavori di ristrutturazione, l'impianto possa necessitare anche di un intervento mirato sul manto erboso. Perché, da giugno ad oggi, nonostante lo stadio fosse sigillato e non frequentato da nessun calciatore, men che meno dai tifosi, il campo ha continuato a ricevere irrigazione ogni giorno. Niente di strano, diranno i più: un campo da calcio ha bisogno di essere bagnato per dare uniformità all'erba. Vero, ma all'irrigazione deve seguire anche la manutenzione, dunque il taglio dell'erba con appositi macchinari, cosa ovviamente non avvenuta in questi mesi di clausura totale. Il risultato, infatti, è evidente: l'erba del Rocchi è cresciuta a dismisura creando delle collinette tra le zolle e sono pure proliferate le erbacce infestanti. Ad oggi, parliamo di tutto meno che di un prato da gioco adatto per il calcio.

Secondo quanto riferito da alcuni cittadini, assidui frequentatori delle vie circostanti al Rocchi, gli irrigatori in queste settimane avrebbero continuato a effettuare il loro lavoro tradizionale: due corpose annaffiature, una di buon mattino e una alla sera, come ai tempi in cui al Rocchi correvano in campo 22 giocatori e sugli spalti i tifosi affollavano i gradoni con sciarpe e bandiere. Non è chiaro se il Comune sia al corrente o meno della situazione, anche se non è da escludere che continuare le irrigazioni possa rientrare in una strategia calcolata di cui, però, non si conoscono la natura e gli effetti. Tantomeno l'obiettivo. Per ora, di certa c'è soltanto l'immagine di un campo di patate a ridosso del centro storico. Un luogo che conserva l'immensa malinconia di una città rimasta senza la sua squadra di calcio. 

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