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CALCIO E TIFOSI

L’orgoglio e la passione dei tifosi della Viterbese in una mostra dedicata ad Alfredino “il Barbieretto” Lucaccioni

“Gialloblù in mostra”: un’esposizione di cimeli, trofei, gagliardetti, sciarpe, maglie ed altri oggetti che ripercorrono i 115 anni della prima squadra della Tuscia

Il tifo e l’amore per la squadra del cuore non conoscono categorie. Lo sanno bene i tifosi della Viterbese, costretti all’ennesima estate travagliata dopo la retrocessione in Serie D. Tuttavia, il caos che avvolge il club non scoraggia l’animo della Curva Nord, anzi, tutt’altro. Proprio nel momento più buio, ecco che riemergono dal passato le memorie storiche della tifoseria viterbese grazie a “Gialloblù in mostra”, un’esposizione di cimeli, trofei, gagliardetti, sciarpe, maglie ed altri oggetti che ripercorrono i 115 anni della prima squadra della Tuscia. 

La mostra, organizzata da Giorgio Aiello, è dedicata ad Alfredino Lucaccioni, per tutti il “Barbieretto”, scomparso a causa di una terribile malattia il 28 giugno 2022. Alfredino era un grande tifoso della Viterbese, tanto che la società ha deciso di omaggiarlo apponendo una targa con il suo nome su quello che è stato, per diversi anni, il seggiolino della tribuna a cui si abbonava ogni estate.“Dedicare la presentazione della mostra ad Alfredino - spiega Aiello - è d’obbligo. A un amico, un grande tifoso Viterbese scomparso prematuramente lasciando un grande vuoto nei nostri cuori. Tutti noi ricordiamo il suo negozio, autentico mausoleo gialloblu, tappa dei tifosi per discutere della squadra cittadina al grido: ‘La Viterbese non si tifa, si ama’”. 

Gialloblu in mostra-2

La squadra cittadina, nata nel 1908, ha avuto nella sua storia degli alti ma anche molteplici bassi: “Basti pensare - dice Aiello - ai fallimenti, ai cambi di proprietà con soggetti equivoci. Tutto questo ha portato i tifosi, molte volte, a disertare lo stadio, perdendo i giovani a favore di squadre di serie A. Tifosi che hanno risposto in massa nei momenti importanti, tipo i playoff nell’era Gaucci, quando è mancato poco al salto di categoria, all’agognata serie B. Le risposte sono arrivate, nel recente passato, anche in occasione della vittoria della Coppa Italia con il sold-out e per la trasferta al Marassi di Genova contro la Sampdoria, persa per solo 1-0 durante l’era Camilli. Sono loro, i tifosi, che hanno gioito, pianto, con il freddo o la neve, il caldo torrido e a petto nudo calcato i gradoni del Rocchi i veri protagonisti della mostra”.

Tutti loro possiedono almeno un cimelio della Viterbese, che sia una sciarpa, una maglia, una foto dei tempi andati: “Cimeli tramandati di generazione in generazione, di padre in figlio, autografati da questo o altro giocatore di punta della stagione sportiva. Non possono esserci società, almeno da noi, con questo tipo di memoria custodita gelosamente dentro l’ar- madio e non è mai esistita a Viterbo una mostra che invogliasse i tifosi a mostrarla. Immaginiamo un percorso dove sono esposte le maglie o le sciarpe con la didascalia di chi le ha messe a disposizione inorgogliendo il tifoso stesso, con proiezioni di foto e video della tifoseria Viterbese”.

Iniziando dal più vecchio fino ad arrivare ai nostri giorni, un tuffo nel passato dove lo scopo è quello di far conoscere ai giovani cosa significa essere “gialloblu” nel cuore, amare quei colori indipendentemente dal presidente di turno e dalla categoria, cosa che sta capitando proprio quest’anno. A suggellare la mostra c’è una chicca: “L’esposizione della Coppa Italia, per chi non l’ha vista può essere un'occasione irripetibile”. La mostra durerà 9 giorni e si svolgerà nel locale “Galleria della via degli Artisti” a San Pellegrino. Inaugurazione il 22 luglio alle ore 11, con il taglio del nastro con le autorità e un piccolo omaggio di benvenuto offerto dall’ Antica Latteria e dalla Viterbium.

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