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Mercoledì, 19 Giugno 2024
IL DOSSIER

2 milioni di rosso in bilancio, 4 milioni di debiti e la "supercazzola" del revisore dei conti: la Viterbese si prepara all'inferno

Non solo la retrocessione, nel destino della Viterbese potrebbero esserci anche scenari economici da incubo

La situazione della Viterbese è tutto fuorché rosea. E, no, stavolta la classifica non c’entra niente. Cosa c’è di peggio di una stagione che rischia di concludersi all’ultimo posto nella graduatoria del girone C e con la retrocessione in serie D? Il bilancio del club. Il rosso è preoccupante e fa tremare i polsi ai tifosi, già demoralizzati dai risultati del campo. E i debiti pure fanno spavento. Il fallimento è molto più di un’ipotesi, ma ormai non farebbe più notizia. Il punto è che chiudere la baracca, questa volta, potrebbe significare poggiare la più classica delle pietre tombali sul calcio cittadino.

Il bilancio 2021, infatti, riporta una perdita da quasi 2 milioni, 1 milione e ottocentomila euro ad  esser precisi. Anche il patrimonio netto (differenza tra attivo e passivo) è negativo per oltre 1 milione e mezzo, comprensivo della perdita. Quest’ultimo dato non è affatto da sottovalutare, essendo la rappresentazione plastica delle risorse di cui dispone la Viterbese come forma di finanziamento interno. “La struttura del capitale investito - si legge nel documento - mostra una parte significativa composta da attivo circolante, dato che i valori immediatamente liquidi (cassa e banche) ammontano a euro 169.993, mentre le rimanenze di merci e di prodotti finiti sono valutate in euro 0”. A ciò si deve aggiungere la presenza di crediti nel confronti della clientela, ammontanti a un milione e oltre centomila euro. “La maggior parte di questa somma - spiegano - è considerata esigibile nell'arco di un esercizio”. Il bilancio, poi, presenta anche un importo delle passività a breve termine pari a poco meno di 4 milioni, rappresentate principalmente da esposizione nei confronti dei fornitori per oltre 600mila euro. Stando alla scrittura della società, il capitale circolante netto (negativo per 1 milione e 600mila euro) evidenzierebbe un equilibrio tra impieghi a breve termine e debiti a breve termine. “La situazione economica presenta aspetti positivi, anche se non di dimensione eclatante”, per stessa ammissione dei soci.

E poi, come detto, ci sono i debiti. L'importo totale è collocato nella sezione "passivo" dello Stato patrimoniale per un importo complessivo superiore ai 4 milioni, una buona fetta di questi relativa a quelli tributari. Alla voce “altri debiti”, in aggiunta, figura ancora il famigerato contenzioso Sforzini per una cifra attorno alle 154mila euro.

Sport - Calcio - Viterbese - Marco Arturo Romano

Nel corso dell’esercizio in esame, inoltre, la Viterbese si è vista notificare, da parte dell’Agenzia delle Entrate, un atto riguardante il credito di imposta utilizzato in compensazione ai sensi dell’art. 17 del d.lgs. 241/97 relativamente all’anno 2020. “La società - prosegue il documento - ha provveduto a recepire tale importo in bilancio comprensivo degli interessi e delle sanzioni per un importo complessivo di circa 780.000 euro, nonostante abbia avviato, attraverso il soggetto incaricato della gestione del relativo contenzioso, un ricorso per poter far valere le proprie ragioni e farsi confermare il credito d’imposta spettante. Si ricorda che resta aperta la facoltà di poter aderire volontariamente ad uno specifico ‘condono’ che consente la restituzione senza sanzioni dell’importo contestato”. Situazione che fa il paio con la penalizzazione da due punti inflitta dalla giustizia sportiva a seguito del versamento in ritardo dei contributi Inps.

Insomma, la situazione economica in cui versa la Viterbese non è propriamente scintillante, per usare un eufemismo. A certificarlo c’è anche il parere del revisore dei conti che, pur fornendo un giudizio simile ad un elzeviro, punta i fari sulle criticità finanziarie del bilancio: “Sono giunto ad una conclusione - si spiega nella relazione - sulla non appropriatezza dell’utilizzo da parte degli amministratori del presupposto della continuità aziendale e, in base agli elementi probativi acquisiti, sull’eventuale esistenza di una incertezza significativa riguardo a eventi o circostanze che possono far sorgere dubbi significativi sulla capacità della società di continuare ad operare come un’entità in funzionamento. In presenza di un’incertezza significativa, sono tenuto a richiamare l’attenzione nella relazione di revisione sulla relativa informativa di bilancio, ovvero, qualora tale informativa sia inadeguata, a riflettere tale circostanza nella formulazione del mio giudizio. Le mie conclusioni sono basate sugli elementi probativi acquisiti fino alla data della presente relazione. Tuttavia, eventi o circostanze successivi possono comportare che la società cessi di operare come un’entità in funzionamento”. Libera interpretazione al lettore dell’enigmatica missiva. 

Nel mezzo, una sequela di personaggi oscuri che si sono fatti avanti per rilevare il club. Su tutti Oozi Cats e Salvatore Guida, due misteriosi imprenditori che, per alcune settimane, sembravano entrambi vicini a diventare proprietari della Viterbese. Ma entrambe le piste sono tramontate e Romano è rimasto al timone della società, con qualcuno che comincia a chiedersene il perché. La domanda è semplice: con questi presupposti economici, il fallimento può essere evitato? E gli investimenti futuri, come quello sul nuovo Rocchi, che fine faranno? Ancora qualche giorno e, non appena il campo avrà espresso i suoi insindacabili giudizi, dovranno arrivare le prime risposte.

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