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Venerdì, 24 Maggio 2024
LA FAVOLA / Soriano nel Cimino

La Sorianese in Eccellenza: storia di un successo tornato dopo 16 anni

Mentre permane l'incertezza sul futuro della Fc Viterbo, Soriano si gode una squadra d'"eccellenza". E il prossimo anno, salvo ripescaggi, sarà derby della Tuscia

Il calcio della Tuscia è rimasto orfano di mamma Viterbese, principale club della provincia ormai inghiottito da un vortice di vicende grottesche e clamorose. L’Fc Viterbo, che ha raccolto i cocci della gestione Romano per ricostruire una società in grado di riportare in auge gli antichi fasti gialloblù, è rimasta pure senza fissa dimora, visto che il Rocchi, per le ormai note vicende burocratiche e amministrative, è chiuso da giugno 2023 e chiuso rimarrà almeno fino al prossimo settembre. Poi si vedrà. Ma la cosa più grave, sportivamente parlando, è che l'Fc Viterbo non è riuscito a centrare la promozione in serie D. Incolmabile la distanza dai playoff, dunque la prossima stagione sarà nuovamente purgatorio in Eccellenza. Sostanzialmente, i colori gialloblù sono scomparsi dai radar del calcio che conta. In compenso, però, è nata una nuova stella che brilla di luce propria e ha gettato solide basi per costruirsi un futuro roseo sulla scia del miracolo Monterosi.

La Sorianese, spinta da un tifo caldissimo, ha infatti vinto il suo girone in Promozione con due giornate d’anticipo ed è tornata in Eccellenza, la massima categoria regionale, al termine di una stagione vissuta da assoluta protagonista. Un risultato straordinario per una piazza, quella rossoblu, che già in passato aveva assaggiato palcoscenici prestigiosi. 16 anni, tanto ci è voluto per rivedere la squadra cimina nei piani alti del calcio laziale. Un viaggio lungo in cui le delusioni cocenti si sono alternate alla gioia odierna: dalla serie D (conquistata quasi vent’anni fa tramite ripescaggio) al tramonto del sogno in seguito alla fallimentare fusione con il Monterosi che ha aperto le porte al clamoroso crac della società. Nel 2016 la rinascita, con un progetto vincente partito direttamente dalle giovanili e un nuovo, solido assetto societario con alla guida Moreno Porta, sorianesissimo imprenditore dalle idee chiare, e suo fratello Cristian. Per tutti, sono loro gli artefici di questa nuova primavera calcistica nel paese alle pendici dei Cimini.

La Sorianese si gode i successi spinta da un tifo caldissimo

E pensare che tutto è cominciato appena sei anni fa, nella stagione 2018/19, in Seconda categoria. Quel campionato (terminato con la doppietta titolo di Seconda più Coppa Lazio) è stato seguito dalla stagione in Prima che è valsa il ritorno in Promozione, dove il club è rimasto quattro anni. La bravura della dirigenza, in queste stagioni, è stata quella di saper scegliere sempre il tecnico adatto al contesto: per ripartire dalla Seconda e tornare in Promozione si è affidata a Giorgio Alessandrini, maestro delle giovanili che è stato in grado di riportare una mentalità vincente nella piazza, mentre per il definitivo salto ha scelto lo specialista Stefano Del Canuto. Un capitolo a parte lo merita proprio lui, forse il migliore tra i tecnici in circolazione nel calcio dilettantistico regionale. Un mister che è riuscito a ripetere quanto fatto a Tarquinia, dove ha portato la Corneto in Eccellenza, dopo aver allenato in Promozione il Montefiascone e il Ronciglione. 

Ma se i costruttori dell’impresa sono stati Porta e Del Canuto, i meriti per i risultati sul campo non possono che andare ai giocatori. La rosa, per la metà, è composta da calciatori nati dopo il 2000, segno che sui giovani è stato fatto un lavoro eccezionale. E di questo va ringraziato anche Rodolfo Moronti, direttore sportivo con alle spalle una ventennale carriera da leggenda conclusa proprio la scorsa stagione a Soriano. La ciliegina sulla torta, poi, sono i tifosi. Nel Viterbese pochissime squadre possono vantare una tifoseria numerosa come quella rossoblu, legata visceralmente alla società da un forte senso d’appartenenza. Un sentimento identitario che affonda le sue radici nel legame tra il paese che, ricordiamolo, ha appena 8mila abitanti, e la Sorianese stessa, in questo momento isola felice del calcio nella nostra provincia. Un’ambiente come quello che si è visto in questa stagione, sicuramente, merita di calcare palchi anche più blasonati.

Una parabola ascendente, quella della Sorianese, completamente opposta a quella della Viterbese. Le immagini del Celso Perugini, l’impianto comunale colorato di rossoblu e animato da un tifo caldissimo che si ispira a quello argentino, fanno da contrappeso al grigiore di un Rocchi vuoto e silenzioso sugli spalti. Il prossimo anno, se l’Fc Viterbo non dovesse essere ripescato per andare in serie D, sarà derby della Tuscia in Eccellenza. E, c’è da scommetterci, la rivalità sarà sana ma sentita, perché la proprietà gialloblu è quella della fu Polisportiva Monti Cimini di Vignanello. E pensare che lo stadio di Soriano, nel 2018, stava per finire proprio alla Cimini. Se fosse accaduto, probabilmente, oggi la storia non sarebbe stata la stessa. La Sorianese, come una fenice, ha saputo risorgere dalle proprie ceneri, ritornando in paradiso dopo un giro all’inferno. I tifosi dei leoni possono solo augurarsi che anche la Viterbese possa seguire questo percorso e tornare presto tra i professionisti.

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