Mercoledì, 17 Luglio 2024

VIDEO | Dies natalis pronta per la prova del trasporto: ecco come è stata assemblata

Circa 8 ore e mezza per assemblare la nuova Macchina di santa Rosa per la prova del trasporto da piazza del Comune a quella del Teatro

Circa 8 ore e mezza per assemblare Dies natalis, in vista della prova tecnica e del traliccio di domani da piazza del Comune a quella del Teatro. Gli operai dell'impresa Fiorillo intorno alle 14,30 di oggi, sabato 6 luglio, hanno posizionato l'ultimo modulo della nuova Macchina di santa Rosa ideata dall'architetto Raffaele Ascenzi. Poi sono servite altre due ore per sistemare le ultime allegorie e ancorare a terra "Il campanile che cammina".

Assemblaggio Dies natalis

Di allegorie, come di componenti artistiche, ne mancano ancora alcune rispetto alla Macchina che il prossimo 3 settembre farà il suo debutto per le vie del centro storico. Non ci sono ancora, tra le altre, le statue di santa Rosa quando viene pianta subito dopo la morte e quella in estasi nella parte alta della Macchina. Ma non in cima, dove è stata collocata in anni moderni. Al suo posto, la croce, come nei modelli antichi. Incompleti delle costruzioni artistiche gli ultimi due moduli.

Per viterbesi e turisti, tutti stupiti e meravigliati dai 28 metri di bellezza di Dies natalis, che ha raccolto solo complimenti e commenti e giudizi positivi, un'anticipazione non da poco della nuova Macchina, di cui è possibile ammirare quasi tutte le componenti sul suo stesso traliccio.

Intorno alle 7 di oggi la partenza dei camion con i vari moduli dai capannoni sulla Tuscanese dell'impresa Fiorillo, dove da settimane si lavora a tamburo battente. Hanno percorso il classico tragitto che viene fatto il giorno del montaggio a San Sisto. Non erano ancora le 8 quando sono arrivati in piazza del Comune e gli operai hanno iniziato l'assemblaggio. A coordinarlo Vincenzo Fiorillo con i figli Mirko e Alessio, a seguirlo passo dopo passo l'ideatore di Dies natalis Raffaele Ascenzi. Poi il presidente del Sodalizio dei facchini Massimo Mecarini, il vice capofacchino Luigi Aspromonte, la sindaca Chiara Frontini e il suo predecessore Giovanni Arena, assessori e consiglieri comunali tra il presidente Marco Ciorba.

La prova del trasporto

Per la nuova Macchina di santa Rosa quello di domani è un test che si avvicina molto al vero trasporto del 3 settembre. All'alba il raduno dei facchini in formazione al gran completo, che intorno alle 6,30 faranno il primo "Sollevate e fermi" di Dies natalis per poi portare sulle proprie spalle il traliccio fino a piazza del Teatro. Tre le soste: a piazza delle Erbe e davanti alle chiese del Suffragio e di Sant'Egidio.

La prova tecnica è una tradizione che si rinnova a ogni esordio di una nuova Macchina. L'ultima volta risale al 2015 per Gloria. Fu un ritorno sul percorso del trasporto dal 1968, quando iniziò a essere fatta nella zona del cantiere per la costruzione. Rispetto a nove anni fa, però, domenica il traliccio non verrà portato da San Sisto al Comune ma da piazza del Plebiscito a quella del Teatro. L'obiettivo è testare il comportamento e i movimenti, verificare la tenuta della struttura e gli ingombri di Dies natalis. In particolare lungo il Corso, che è la parte più stretta del percorso. La nuova Macchina, infatti, è imponente e ampia non solo alla base ma anche nei moduli superiori. Occhi già puntati, in particolare, alla parte finale di via Roma verso piazza delle Erbe e nei pressi di via della Volta buia e largo Cesare Battisti lungo corso Italia.

La prova del traliccio è un'operazione importante e necessaria, anche per questioni di prudenza e sicurezza sia per i facchini che per la città che per tutti coloro che assisteranno al trasporto del 3 settembre. Il peso che la formazione porterà sulle spalle in questa occasione è quello reale. Un appuntamento, dunque, che serve per prendere confidenza con Dies natalis, con gli spazi e con le pendenze dei tratti lungo il percorso, per poter eventualmente intervenire su ciò che non va.

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