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BOLLETTE PAZZE

Rincari, panifici e pasticcerie allo stremo. Il grido di allarme: "50mila euro in più di bollette in un anno, rischiamo di fermare la produzione"

Per panificatori e pasticceri la situazione è sempre più insostenibile e lamentano il "silenzio assordante di politica, associazioni di categoria e sindacati"

Rincari energetici, panifici e pasticcerie sono allo stremo: "Nel 2022 arriveremo a pagare 50mila euro in più di bollette rispetto allo scorso anno". Il grido di allarme è arrivato durante un incontro organizzato dalla Cna al panificio Anselmi di via della Palazzina, a Viterbo.

"La situazione è diventata insostenibile e le prospettive sono solo in negativo - affermano panificatori e pasticceri -. Non sappiamo fino a quando riusciremo a pagare queste bollette pazze, e allo stato attuale conviene chiudere direttamente le aziende o fermare la produzione. Aumentare il prezzo del pane, infatti, non è una strada percorribile, perché il risultato sarebbe che nessuno lo comprerebbe più. E se noi vendessimo meno pane, la bolletta resterebbe sempre la stessa perché il forno dobbiamo comunque accenderlo".

Dati alla mano, confrontando lo stesso mese del 2021 con quello del 2022, una pasticceria del capoluogo della Tuscia è passata dallo spendere per l'energia da meno di mille euro a più di 4mila. E a ciò va aggiunto che il consumo di quest'anno è stato minore rispetto a quello dello scorso anno. "Come possiamo continuare a lavorare con queste condizioni? - si chiedono panificatori e pasticceri -. Pur consumando meno energia, le bollette sono più salate. Con aumenti annui quadruplicati o addirittura quintuplicati".

E i rincari non accennano a diminuire. Un forno del capoluogo non solo è passato dal pagare da meno di mille euro a 3mila di bollette da un anno all'altro, tenendo sempre in considerazione lo stesso periodo, ma da un mese all'altro del 2022 la bolletta è aumentata di altri 700 euro. "Un panificio di medie dimensioni - stimano panificatori e pasticceri - nel 2022 arriverà a pagare fino 50mila euro in più di bollette rispetto allo scorso anno, con il rischio sempre più concreto che ci siano impatti negativi sull'occupazione".

Una situazione allarmante e generalizzata, che coinvolge senza distinzione tutti i 139 panifici e le 55 pasticcerie artigianali della Tuscia. "A preoccupare - lamentano - è anche il silenzio assordante della politica, delle associazioni e dei sindacati. Dovrebbe esserci rabbia nella categoria, invece ciò che si vede è solo una gran scoraggiamento".

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