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Domenica, 23 Giugno 2024
CALCIO

Una cordata per portare un titolo di Serie D a Viterbo? “Nulla di vero, vogliamo stare fuori dal calcio”

I due personaggi (un politico e un imprenditore) negano categoricamente le voci di un loro interessamento per ricostruire la Viterbese

Le indiscrezioni circa l’interessamento di due conosciuti personaggi del capoluogo per ricostruire la Viterbese sono una fake news. Questo, perlomeno, stando alle parole dei diretti interessati. ViterboToday, dopo aver ricostruito la vicenda, li ha contattati entrambi per avere dei commenti.

Anzitutto, chi sarebbero questi due individui? Il primo è Giulio Marini, ex sindaco e già parlamentare per Forza Italia. Il secondo si chiama invece Lucio Matteucci, imprenditore e alfiere del sociale. È lui, infatti, il papà del Carnevale Viterbese. Secondo le voci, la coppia si sarebbe messa d’accordo per cercare un titolo di Serie D, acquistarlo e portarlo in città per ricostituire una Viterbese che possa ripartire dai dilettanti. A spargere i boatos ci hanno pensato i tifosi gialloblu, che hanno diffuso i rumor sui gruppi social. Addirittura, sempre stando alle ricostruzioni circolate in curva, c’era anche il nome di alcune società con cui ci sarebbero stati incontro: l’Ardea e il Pomezia. Ad aggiungersi alle trattative, poi, sarebbero anche arrivati altri imprenditori. Una cordata, in sostanza.

Peccato che tutto questo, da dichiarazioni dei due interessati, non abbia nemmeno un fondamento di verità. “Posso dire che per il momento non c’è nessun mio interesse”, queste le parole di Giulio Marini. Il politico prosegue: “Non c’è nulla di vero, anche perché io voglio stare fuori dal calcio ora. Poi in futuro vedremo, ma ad ora è così”. Matteucci, invece, sembrerebbe aver incontrato anche la giunta Frontini. “Questo è vero, ma non abbiamo parlato di questa cordata pronta a ricostruire la Viterbese. Assolutamente”. È lui stesso, grande tifoso dei leoni da più di trent’anni, a spiegare: “Era previsto un incontro con i tifosi ed io sono andato ad ascoltare la sentenza definitiva della scomparsa del calcio a Viterbo. non come tifoso, tantomeno in rappresentanza di nessuno. Mi sono solo limitato ad ascoltare come un passante normale, mettendoci la faccia”.

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