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FESTA DEL TRANSITO / Centro Storico

Il dies natalis di santa Rosa: "Impariamo da lei a orientare il nostro cuore verso gli altri" | FOTO

Don Luigi Fabbri durante la messa per i 773 anni della morte della patrona. Dalla chiesa della Crocetta al santuario processione di minifacchini, boccioli e rosine

773 anni fa moriva santa Rosa. Era il 6 marzo del 1251. Per celebrare questa ricorrenza, molto importante per la Chiesa perché ricorda il transito dalla terra al cielo della patrona di Viterbo, boccioli, rosine e minifacchini hanno sfilato in processione dalla chiesa della Crocetta al santuario dedicato alla santa. Ossia dal luogo della prima sepoltura di Rosa a quello in cui è custodito il corpo incorrotto.

Il corteo ha sfilato per le vie del centro storico preceduto dagli sbandieratori e dai musici. Prima dell'inizio della processione l'incontro, come da tradizione, tra don Alfredo Cento, cappellano del Sodalizio, e i minifacchini, che hanno portato al santuario il pane, simbolo di uno dei miracoli di Rosa che trasformò proprio in rose, per la benedizione.

Le celebrazioni per il dies natalis sono iniziate venerdì quando il vescovo Orazio Francesco Piazza ha benedetto i fidanzati. Domani, invece, è previsto l'omaggio alla statua di santa Rosa che si trova all'ospedale di Belcolle, la benedizione del pane che poi sarà consegnato ai bambini ricoverati nel reparto di pediatria. Giovedì prossimo, infine, la messa nel carcere di Mammagialla per i detenuti. 

GALLERY | Festa del transito di santa Rosa

Questo pomeriggio, dopo che il corteo ha raggiunto il santuario, la messa del vicario del vescovo don Luigi Fabbri. Presenti, tra gli altri, la sindaca Chiara Frontini, suor Francesca Pizzaia del monastero di santa Rosa, una rappresentanza di facchini e Sodalizio.

In chiesa tante famiglie. "I bambini sono un bel segno di speranza - ha detto don Luigi nell'omelia -. Come boccioli devono fiorire, come rosine devono crescere nella loro bellezza. Ma bisogna farlo fondando bene la vita, come ha fatto santa Rosa che ha scelto di incardinarla in Gesù. Gesù è gioia".

Poi, rivolgendosi direttamente ai piccoli seduti tra i banchi, ha aggiunto: "Abbiate chiara la meta della vostra vita, che è un pellegrinaggio. Abbiatela chiara perché sennò si va allo sbaraglio. È sempre Gesù a indicarci la via ma ci dà anche dei segnali per non sbagliare strada. La strada viene aperta dai comandamenti di Dio, che sono indicazioni preziose per non perdere la meta".

Infine l'invito ad "avere la luce negli occhi e nel cuore. Un cuore che va orientato bene, come ha fatto santa Rosa: verso Dio e verso gli altri. Perché un cuore rivolto solo verso se stessi è un cuore egoista che non sarà mai felice".

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