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Mercoledì, 17 Aprile 2024
CASO BRUZZICHES

Il centrodestra prepara una mozione di sfiducia contro Frontini: incognita Forza Italia, il Pd "tende una mano"

Mentre Lega, Fratelli d'Italia e Lista Rocca sarebbero pronti a presentare la sfiducia a Frontini, i dem si mostrano cauti: “Vogliamo capire cosa è successo con Bruzziches”

Nel corso dell’ultimo consiglio comunale, le forze di centrodestra hanno attaccato duramente la sindaca Chiara Frontini, chiedendone le dimissioni. Alla base della richiesta il caso Bruzziches, per il quale la prima cittadina risulta essere indagata insieme a suo marito Fabio Cavini. La Lega è stato il partito più esplicito nel chiedere a Frontini di rimettere il proprio mandato nelle mani dei cittadini, mentre Fratelli d’Italia e la Lista Rocca guidata da Luisa Ciambella le hanno chiesto di valutare l’ipotesi di fare “un passo indietro” alla luce dei recenti avvenimenti. Tre partiti di centrodestra, dunque, ma manca il quarto: Forza Italia. Gli azzurri, tramite il loro capogruppo Elpidio Micci, non si sono pronunciati in aula sulla questione. Una particolarità, visto che sono stati l’unico partito a non farlo.

La Lega starebbe lavorando a una mozione di sfiducia da presentare in sala d’Ercole nella prossima seduta, alla quale potrebbero accodarsi sia Fratelli d’Italia che la Lista Rocca. Sarà da valutare quali saranno le mosse di Forza Italia, se sottoscrivere il documento oppure no. Così come sarà da vedere cosa intenderà fare il Partito democratico, che invece in aula si è pronunciato tramite le parole di Alvaro Ricci. Quest’ultimo, più che chiedere le dimissioni di Frontini per le presunte minacce a Marco Bruzziches, si è concentrato sull’aspetto prettamente politico: “È nostro diritto - ha detto - sapere quali ‘fatti’ hanno portato alla rottura tra Frontini e Bruzziches”.

Ma la risposta, sul punto, possono darla soltanto i diretti interessati, che si sono guardati bene dal rendere pubblico il motivo politico del loro litigio. Da quel che ha detto Bruzziches pubblicamente, alla base del "bisticcio" potrebbero esserci vedute contrastanti sull’azione che l’amministrazione Frontini avrebbe dovuto portare avanti, a suo modo di vedere, sulla gestione del patrimonio. Forse le cifre da capogiro relative agli affitti non incassati dal Comune, forse un legame tra le attività di controllo portate avanti in queste settimane soprattutto in centro storico, con i locali di alcune attività commerciali e non che sono stati letteralmente setacciati. Oppure, più semplicemente, dell’altro. Quello di Ricci, che non ha chiesto le dimissioni alla prima cittadina al contrario di quasi tutti gli partiti di opposizione, potrebbe essere una sorta di segnale distensivo. È solo da valutare se Frontini l’abbia capito o meno.

Nel frattempo è intervenuto anche Luigi Maria Buzzi, coordinatore del circolo Fdi di Viterbo, che afferma: "Si torni alle urne e di corsa". "Il consiglio comunale ha confermato, se mai ce ne fosse stato il bisogno, l'inconsistenza politica della maggioranza che governa la nostra Viterbo - dice Buzzi -. Iniziato con l'intervento della sindaca sugli ultimi accadimenti che riguardano lei, suo marito e un ex consigliere della compagine Frontiniana, abbiamo assistito all'ennesimo esercizio di silenzio a cui ci hanno abituati i consiglieri a cui è stato affidato il governo della città. Chiarito che a noi interessa il piano politico della faccenda e che lasciamo al lavoro della magistratura accertare se ci siano stati comportamenti impropri, resta che nella sala consiliare abbiamo assistito all'ennesimo spettacolo deprimente. Un silenzio assordante. Non rispondere alla città di fatti di assoluta rilevanza politica che sollevano ombre sulla gestione della cosa pubblica, che instillano nel dibattito politico sospetti e dubbi che Viterbo non merita di dover sopportare, è il segno di una maggioranza in cui prevalgono preoccupazione e paura, disabituata al dibattito e incapace di esprimere una qualsivoglia posizione.

Ci siamo abituati - prosegue Buzzi -, nostro malgrado, a fare i conti con un consiglio comunale in cui nessuno parla se non col permesso della sindaca. In cui il confronto è azzerato e dove mai si entra nel merito delle scelte di governo. Con una giunta di assessori spesso fantasma e ancora più spesso pasticcioni. La città, Viterbo, ha bisogno di ben altro, e non si parli  di complotto che qui sono riusciti a fare tutto da soli. Il complotto è un'ipotesi contro una verità, ossia le parole pronunciate nei confronti di Bruzziches, all'interno del loro gruppo e dal quale si sono dissociati ben due persone. Non ci si può sottrarre dal rendere conto di qualcosa che è successo all'interno della loro maggioranza, ed è un dato oggettivo, accusando soggettivamente e gratuitamente una terza parte. È scorretto e irresponsabile. Che si torni, quindi, alle urne e di corsa. Abbiamo obiettivi da raggiungere e progetti da portare a compimento e perdere le straordinarie occasioni che abbiamo di fronte per l'incapacità e la protervia di chi oggi ci governa è un prezzo che i cittadini viterbesi non meritano".

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