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Domenica, 14 Aprile 2024
PAZZA IDEA

Sgarbi spinge per il museo della Macchina di santa Rosa: "Facciamolo alle terme, ma servono soldi privati"

L'assessore alla Bellezza lancia la sua idea: una grande struttura in legno dove ospitare le ultime tre o quattro Macchine. Tuttavia, mancano i soldi

Durante la sua visita a Viterbo, martedì scorso, Vittorio Sgarbi ha fatto una sorta di tour nel Viterbese. Prima è andato a trovare Alessandro Romoli in Provincia, poi si è recato a Tuscia Terme, il nuovo stabilimento termale sulla Cassia Sud, e infine a piani degli Alpaca, a Tarquinia. Dopo questi giri, Sgarbi sembra essere tornato con un’idea per la città: quella di un museo della Macchina di santa Rosa in un luogo collegato al termalismo. Ieri, da assessore alla Bellezza, ne ha parlato in Consiglio comunale.

A pungolarlo è stato il consigliere Marco Bruzziches, che ha sollevato la problematica dell’affitto dei capannoni da parte del Comune, che paga ditte private per custodire le sculture delle Macchine. Più di 48mila euro all’anno, questa la cifra che l’ente sborsa. “A questo punto - sostiene Bruzziches - non sarebbe meglio acquistarne direttamente uno, di capannone?”. Per buonsenso. Il sindaco Frontini si è dichiarata favorevole ma l’idea, evidentemente, è piaciuta particolarmente a Sgarbi, che ha rilanciato: “Si potrebbe pensare ad un vero e proprio museo della Macchina di santa Rosa, dove ospitarne le ultime tre o quattro”. 

L’assessore si addentra anche nei dettagli: “Per non avere problemi con la Soprintendenza si potrebbe realizzare una struttura in legno, così che non abbia nulla da eccepire”. E Sgarbi sembra avere pure in mente la location: “Vicino alle terme, ad una delle aree termali, così da collegare il benessere fisico a quello spirituale. Gli imprenditori che gestiscono gli stabilimenti avrebbero tutto l’interesse ad avere vicino a loro un museo. Allargheremmo il turismo a tutto l’anno, andando oltre il 3 settembre. In più, l’operazione si lega alla candidatura a Capitale europea della Cultura 2033 e al riconoscimento Unesco”. 

Una suggestione certamente interessante. Tuttavia, già in Consiglio è sorto il primo problema, che non è di poco conto. A farlo presente è Luisa Ciambella: “Con quali soldi finanzieremmo tutto ciò? Lei stesso ha detto di essere un assessore senza portafoglio”. E, infatti, Sgarbi dichiara di non pensare ai soldi pubblici: “Servirebbero investimenti privati, come fatto da me a Sutri con il museo di Palazzo Doebbing. Gli imprenditori del posto, sia quelli che gestiscono le terme che quelli che hanno l’allevamento di alpaca, avrebbero una convenienza nell’avere un museo vicino alle loro attività”. A questo punto, a Sgarbi manca solo l’ultimo tassello. Il più difficile: convincere qualche imprenditore a finanziare il progetto.

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