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VIOLENZA SESSUALE

Abusi su una 15enne, chiesti tre anni. Il 60enne si difende: "Mai toccato la ragazzina"

Al via la discussione del processo all'uomo accusato di aver adescato e palpeggiato una minore nei pressi di un distributore di benzina. La parte civile chiede 25mila euro di risarcimento. Il coimputato diventa testimone in aula

Ragazzina di 15 anni adescata e palpeggiata, la procura chiede 3 anni di reclusione. L'avvocato di parte civile, invece, che rappresenta i genitori, un risarcimento di 25mila euro con una provvisionale di 10mila. Ieri, martedì 5 marzo, l'avvio della discussione del processo a carico del 60enne accusato di violenza sessuale su una ragazzina nei pressi di un bar e di un distributore di benzina di un comune dell'alta Tuscia.

L'avvio della discussione

Durante la requisitoria davanti al collegio dei giudici del tribunale di Viterbo, il pm Michele Adragna ha definito "credibili, dettagliate e con riscontri oggettivi le dichiarazioni della vittima", sentita dagli inquirenti in incidente probatorio. Il magistrato ha chiesto una condanna a 3 anni, con l'attenuante della minore gravità del fatto.

"Nessuna attenuante", ha invece tuonato l'avvocato di parte civile Angelo Di Silvio che ha poi aggiunto: "Perché un signore di 60 anni si è intrattenuto con una ragazzina, che ha poi detto di aver provato paura e terrore, davanti a un bar e poi ha tentato di trascinarla in auto? Lo scopo era finire il "lavoro" appena cominciato davanti al distributore".

L'udienza, che si è protratta fino alle 19, è stata rinviata alla prossima settimana per l'arringa degli avvocati Michele Ranucci e Vittoria Mezzetti, difensori dell'imputato, e per la sentenza.

L'imputato: "Mai toccato la ragazzina"

Il 60enne, G.B., algerino, ha rilasciato spontanee dichiarazioni al collegio dei giudici presieduto da Daniela Rispoli. "Non ho mai toccato la ragazzina", si è difeso. L'episodio risale al 26 dicembre 2023, giorno di santo Stefano. L'imputato, in compagnia di un amico 29enne tunisino, H.B., che ha patteggiato 2 anni di reclusione, avrebbe iniziato a chiamare e importunare la 15enne che si trovava un gruppetto di compagni: "Ah bella. Vieni qua, vieni con noi". Lei li ignora, finché alcuni suoi amici non rincasano. A quel punto i due uomini si sarebbero avvicinati alla minore iniziando a stringerla a sé e a baciarla. Prima il 29enne, che avrebbe allungato le mani anche sulle parti intime della ragazzina, e poi il 60enne. Quest'ultimo avrebbe provato a spingerla nella sua auto. 

"Siamo stati al bar - ha raccontato l'imputato -. Poi il mio amico è andato a fumare e quando io sono uscito l'ho trovato con la 15enne. Io volevo andare via. Sono andato a prendere la macchina, ma lui mi ha detto di aspettare. È in questi frangenti che io ho toccato lui, non la ragazzina che non avevo mai visto prima".

Il coimputato testimone

Durante l'udienza di ieri ha testimoniato anche il 29enne coimputato, il cui patteggiamento è diventato definitivo. "Il mio amico ha preso per mano la 15enne e le ha detto: "Ciao bella, vieni con noi". Lei però si è sottratta e lui se ne è andato in auto. Io in arabo gli ha fatto presente che non andava bene che volesse portarla in macchina. Lui non ha provato né a toccarla né a baciarla, almeno io non l'ho visto. L'ha solo abbracciata".

Le indagini

A condurre le indagini sono stati i carabinieri, a cui la giovane si è subito rivolta e ha chiesto aiuto. Il comandante della stazione del comune in cui si sono avvenuti i fatti, sentito sempre ieri dal tribunale, ha descritto la ragazzina come "molto provata e con uno stato psicologico turbato e sofferente". Per poi sottolineare che durante gli approfondimenti è emerso che il 60enne era già noto alle forze dell'ordine, anche per maltrattamenti.

Gli accertamenti dei militari hanno portato, a stretto giro e grazie anche al racconto della 15enne e di alcuni suoi amici, ai due uomini che poi sono stati arrestati. Il comandante della stazione del comune in cui si sono avvenuti i fatti, sentito sempre ieri dal tribunale, ha descritto la ragazzina come "molto provata e con uno stato psicologico turbato e sofferente". Per poi sottolineare che durante gli approfondimenti è emerso che il 60enne era già noto alle forze dell'ordine, anche per maltrattamenti.

Nell'udienza precedente, quella del 6 febbraio, un vicebrigadiere dell'Arma ha ricostruito: "Vittima e amici e si sono rivolti a noi che eravamo impegnati in un posto di controllo e, tra l'agitazione, ci hanno dato una sommaria descrizione dei due uomini e della loro età. Inoltre una foto e la targa dell'auto, una Volkswagen Golf grigia, e lo scatto di uno dei due di spalle. Oltre alle molestie verbali e fisiche quali baci in bocca, abbracci e palpeggiamenti, ci hanno raccontato che il più giovane aveva detto loro il suo nome, dove abitava e dato il numero di cellulare".

Anche il vicebrigadiere ha descritto la ragazzina come "molto spaventata e sotto shock, condizione in cui è rimasta pure nei giorni seguenti". Ai carabinieri le 15enne avrebbe detto di essersi "trovata improvvisamente abbracciata dai due uomini e di non sapere né come dirgli di allontanarsi né cosa fare se non tentare di sottrarsi in più modi".

I fatti sarebbero avvenuti tra le 21 e le 22 del 26 dicembre 2023. "Sia il 60enne che il 28enne - conclude il vicebrigadiere - sono stati rintracciati nel Grossetano in seguito a un incidente, sono andati fuori strada con l'auto, da cui è emerso che erano ubriachi".

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