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Mercoledì, 12 Giugno 2024
Famiglia

Congedo parentale: cosa cambia per i genitori

Il congedo parentale è il periodo di astensione facoltativa dal lavoro concesso ai genitori per prendersi cura del bambino nei suoi primi anni di vita

La Legge di Bilancio per il 2024, all’articolo 1 comma 179, interviene sulla disciplina dei congedi parentali (art.34 del D.Lgs. 151/2001), prevedendo norme di maggior favore per i lavoratori dipendenti che ne usufruiscono. 

Come cambia il congedo parentale nel 2024

La novità in questione prevede un incremento dell'indennità per il secondo mese di congedo parentale, che passa dal 30% al 60% della retribuzione. Per il solo anno 2024, invece, l'indennità viene portata all'80% dello stipendio. Ma questo non interessa tutti. Con una circolare, l'Inps infatti chiarisce che: "La nuova misura di sostegno, che si aggiunge alla disposizione che prevede un'indennità pari all'80% della retribuzione per un mese entro il sesto anno di vita del bambino trova applicazione con riferimento ai lavoratori dipendenti che terminano il periodo di congedo di maternità o, in alternativa, di paternità, successivamente al 31 dicembre 2023".

Dunque se il primo mese all’80% della retribuzione può essere chiesto da tutti i genitori con figli in età prescolare, il secondo mese con l’indennità all’80% può essere chiesto solo da coloro che terminano il congedo obbligatorio dopo la fine del 2023 e hanno quindi i figli di pochi mesi.

Cos'è il congedo parentale

Il congedo parentale è il periodo di astensione facoltativa dal lavoro concesso ai genitori per prendersi cura del bambino nei suoi primi anni di vita. Spetta ai genitori, che siano in costanza di rapporto di lavoro, entro i primi 12 anni di vita del bambino per un periodo complessivo, tra i due genitori, non superiore a dieci mesi, elevabili a undici se il padre lavoratore si astiene dal lavoro per un periodo, continuativo o frazionato, di almeno tre mesi. 

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