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CRONACA / Tarquinia

L'addio a Lucia Fabbri, giovane mamma morta a soli 38 anni: "Non un funerale ma una festa"

Oggi pomeriggio l'ultimo saluto alla donna deceduta dopo un malore improvviso. Eseguita l'autopsia

Il dolore resta e resterà immane, ma l'addio a Lucia Fabbri sarà una festa. Come lei avrebbe voluto. I funerali della 38enne morta dopo un malore improvviso si terranno alle 15,30 di oggi, venerdì 12 aprile, nella chiesa di Santa Lucia Filippini a Tarquinia. La famiglia non chiede fiori ma donazioni ad associazioni di volontariato per cui Lucia è sempre stata sensibile e che ha sempre supportato. 

Ieri mattina al cimitero di San Lazzaro a Viterbo è stata eseguita l'autopsia disposta per capire le cause del decesso della giovane donna e per dare risposte alla famiglia. Poi la camera ardente all'ospedale di Belcolle: momento privato di raccoglimento di familiari e amici che, ancora increduli e molto scossi, si sono stretti nel dolore e stanno facendo scudo intorno alle due figlie piccole di Lucia.

Un destino inaccettabile il suo. È morta nella notte tra venerdì 5 e sabato 6 aprile, in sole 48 ore. A nulla è valso il tempestivo ricovero in ben due ospedali della provincia: quello di Tarquinia e quello di Viterbo, dove è arrivata in eliambulanza. Giovedì si era sentita male mentre era a casa con il marito Marco Ciminari, che ha dato subito l'allarme. Una tragedia repentina, un dramma che si è consumato in poche ore e che al momento è inspiegabile. Per ora si può solo ipotizzare che la 38enne sia stata aggredita, senza accorgersene, da una di quelle malattie che non lasciano scampo e che l'ha portata alla rapida e improvvisa morte.

Lucia viveva a Tarquinia con l'amato marito Marco e le figlie di 2 anni e mezzo e 7 anni e mezzo per le quali stravedeva e che erano la sua ragione di vita. Lascia anche gli adorati genitori e il fratello, tantissimi amici che l'hanno apprezzata e le hanno voluto bene, i colleghi dai quali era particolarmente stimata. Era un tecnico della riabilitazione psichiatrica e lavorava alla neuropsichiatria infantile della Asl Roma 4 di Civitavecchia.

"Era un'ottima professionista", racconta il marito Marco che è anche suo collega. Sportiva, "andava sempre a mille". Era piena di vita e di progetti. Nonostante il lavoro e due bambine piccole, continuava a portare avanti gli studi. "Frequentava - sottolinea Marco - l'ultimo anno della magistrale in Scienze riabilitative delle professioni sanitarie e stava iniziando a preparare la tesi". Per lei dal marito solo parole piene di amore: "Aveva un'innata capacità a risolvere subito i problemi, senza troppe difficoltà. È stata la mia metà, il mio punto di riferimento. Mi compensava in tutto. È stata una moglie straordinaria. Una mamma, una figlia, una sorella, un'amica speciale".

Lucia viene ricordata per il suo sorriso, per la sua dolcezza e vitalità. Per essere stata una donna "riservata, gentile, sempre disponibile, con la capacità immediata di capire le persone e leggere le situazioni. Presente con discrezione, non era di grandi discorsi ma le bastavano due parole per distinguersi e per mostrare la sua generosità".

Era originaria di Villa San Giovanni in Tuscia, dove ora riposerà per sempre. Dopo i funerali, infatti, la salma sarà portata al cimitero del paese dove era cresciuta. Come lei desiderava.

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