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IL DELITTO / Soriano nel Cimino

Omicidio Bramucci | Il mandante non trovava i killer: "Nessuno lo voleva ammazzare". La compagna di uno degli arrestati: "È stato lui, ho le prove"

Nuovi dettagli sull'omicidio di Salvatore Bramucci a Soriano nel Cimino. Emergono dalle carte del tribunale del Riesame che ha detto "no" alla scarcerazione di Lucio La Pietra: ecco perché per i giudici deve restare in carcere

Omicidio di Salvatore Bramucci, resta in carcere Lucio La Pietra. Il tribunale del riesame ha respinto il ricorso di uno dei due arrestati che, secondo la ricostruzione degli inquirenti, il 7 agosto scorso ha preso parte al commando che ha freddato a colpi di pistola il 58enne di Soriano nel Cimino a pochi metri dalla sua abitazione nelle campagne del paese. Ha rinunciato al riesame, invece, l’altro indagato: Tonino Bacci, detto Tony, dal 13 settembre recluso a Mammagialla.

Salvatore Bramucci-3L’avvocato di La Pietra, il legale Antonio Rucco, ha chiesto l’annullamento dell’ordinanza di custodia cautelare sostenendo l’estraneità ai fatti del suo assistito e comunque puntando sulla mancanza dei gravi indizi di colpevolezza che giustificano la detenzione in carcere. “La difesa – scrive il Riesame - ha dedotto che i tabulati del 7 agosto e la posizione del gps della vettura utilizzata da Bacci non dimostrano che quel giorno La Pietra si sia recato nella zona di Viterbo con Bacci”.

Non è così per i giudici del tribunale della libertà. “Tutti i dati messi in luce, in base a una lettura coordinata, collocano La Pietra nel commando dell'agguato mortale del 7 agosto". Questi dati sono: “Tabulati e gps, assai significativi. La contemporanea disattivazione delle utenze da parte di entrambi gli indagati alle 5,12. La sosta della Smart condotta da Bacci, guarda caso proprio nelle vicinanze dell'abitazione di La Pietra, per ben due volte, all'andata e al ritorno dalla spedizione a Soriano nel Cimino".

Tonino BacciNon solo tabulati telefonici, rilevazioni gps e immagini delle telecamere di sorveglianza. Per i giudici, cruciale sarebbe anche la conversazione in auto, intercettata dai carabinieri a settembre, tra la compagna di La Pietra e la sorella. La prima si sarebbe detta sicura del coinvolgimento dell’uomo nell’omicidio: “Io so’ convinta. Le prove ci stanno. Non le hai viste le prove? Le vedi pure sul giornale che è lui. Ma che prove vuoi vedere….”.

Inoltre nell’intercettazione la compagna “riporta alla sorella quanto riferitole da un ex compagno di cella di La Pietra (tale Daniele, ndr) a proposito della confidenza fattagli da quest'ultimo in ordine alla consumazione dell'omicidio, nonché della sua partecipazione alla fase della pianificazione dell'agguato, che si evince dalla sua presenza, il 25 luglio, a casa della cognata della vittima insieme a Bacci e Pizzuti". Quest’ultimo, Alessio Pizzuti, è uno dei tre indagati a piede libero. Insieme a Sabrina Bacchio, cognata della vittima, e al compagno Constantin Dan Pomirleanu. “Io le prove ce l’ho – afferma la compagna di La Pietra intercettata -, perché l’ha detto a Daniele dopo che l’ha fatto. Era troppo sicuro de passalla liscia”.

L’ex compagno di cella, infine, avrebbe rivelato che il presunto mandante dell’omicidio avrebbe avuto difficoltà nel trovare i killer da assoldare. “Nessuno lo voleva ammazza’. Un motivo ce sta, no?! Se questo te dice che non c’ha nessuno… nessuno vo’ ammazza’ questo… come facevi a stare così tranquillo?!”.

Omicidio di Salvatore Bramucci | I messaggi tra la cognata della vittima e i killer

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